Benjamin Finger: un musicista con un’identità ben precisa

A un mese dall’uscita di Auditory Colors (KrysaliSound), Benjamin Finger pubblica un nuovo album, Exit du Départ, rilasciato il 17 aprile 2021 tramite l’etichetta tedesca Oscarson.

L’uscita è accompagnata da un libro fotografico intitolato Selected Mistakes che include gli scatti realizzati dal 1997 al 2020 dal compositore e musicista norvegese.

Masterizzato da James Plotkincon il quale Finger aveva condiviso sei mesi fa l’album We Carry the Curse, Exit du Départ vede la partecipazione di Inga-LillFarstad ai loop vocalie di Rutger Zuydervelt (Machinefabriek) che si è occupato del design del progetto.

Trentotto minuti divisi in due paesaggi sonori dall’impronta meditativa. Momenti morbidi e delicati si alternano ad altri più crudi e taglienti tra loop vocali, accenni di pianoforte, droni e minimalismo classico. Un cocktail materico ed emotivamente risonante in un mondo sfocato, scintillante e psichedelico.

La prima delle due tracce dà il nome all’album: un concentrato di suoni cosmici e scintillanti s’intrecciano con linee melodiche morbide. Ne scaturisce unostimolante gioco di contrasti. Exit du Départ è avvolta da un’atmosfera rilassata, frutto dell’utilizzo di oscillatori e fieldrecording. Un giardino zen dove fermarsi a riflettere e isolarsi dal caos della vita quotidiana.

Andando avanti nell’ascolto, un flusso di suoni materici tesi e increspati prende forma dal collage di strumenti acustici e digitali che ben convivono insieme. Solo le note del piano saranno in grado di smorzare questa tensione, riportando così la quiete. Alla delicatezza del pianoforte si oppongono i suoni del modulare, una continua lotta tra l’atmosfera eterea acustica e i suoni rarefatti e densi della strumentazione elettronica.

Con Départ de L´Exit veniamo avvolti da una coltre di droni e suoni cosmici legati insieme dalle note di un violoncello. Lo strumento a corde aggiunge un pizzico di romanticismo al paesaggio sonoro incantato e ricco di dettagli. Frequenti increspature elettroniche danno un aspetto vivido alla produzione nonostante la parte finale si muova tra i suoni cupi dei sintetizzatori che fanno emergere il lato elettroacustico della musica del Nostro. Il finale è affidato al piano sorretto da un leggero vento di droni.

Il prolifico Benjamin Finger è un musicista con un’identità ben precisa, capace di far convivere nella sua musica elementi diversi che messi insieme danno vita a due quadri impressionisti, quelli di Exit du Départ, ricchi di dettagli e sfumature.




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