I MAQUINA fanno sul serio
Prata (2024) aveva visto i MAQUINA alle prese con una proposta ancora non pienamente completa, ma i cui semi lasciavano intravedere importanti possibilità di crescita. Piazzandosi in bilico fra noise rock, krautrock e addirittura EBM, in quell’occasione era un’urgenza espressiva, in totale libertà, a prendere l’intera scena. Oggi, con Body Transmission, in uscita il 10 luglio 2026 per Fuzz Club, emerge sin dal primo ascolto un’evoluzione in termini di scrittura. Lasciando da parte improvvisazioni/jam e focalizzandosi sulla costruzione dei pezzi, il gruppo portoghese sembra aver mantenuto le aspettative, evolvendo quanto di buono avevano già fatto sentire in precedenza.
Basta dança in apertura per accorgersene: permane una certa ritmica motorik, l’ospitata dei Dame Area sposta il confine in zona synth punk, i riff di chitarra portano avanti la bandiera del noise rock, eppure tutti questi elementi convergono fra loro in modo naturale, senza alcuna forzatura. Anche quando il pezzo successivo, 4-to-the-Floor, cambia completamente le carte in tavola, spazzando via tutto in favore di un dance-punk da clubbing, non si avverte uno stacco casuale quanto la consapevolezza di gestire tante influenze senza farle necessariamente cozzare fra loro.
Certo, il rischio c’è ed è facile perdersi, soprattutto per un trio attivo da appena cinque anni, nei meandri di certo citazionismo. Ma i momenti riusciti fanno dimenticare anche qualche inciampo; difficile non pensare ai Sepultura, da sempre influenza dichiarata per il gruppo, nella furente agony, mentre la strumentale simulation riesce a far ballare anche quando i suoni si fanno talmente stridenti da toccare, seppur di striscio, l’industrial. Nel finale, spazio alla realizzazione della ricercata forma-canzone (step on me, in quest’ottica, è forse il miglior pezzo del disco) e alla chiusura affidata a pressure/pleasure in cui sembra di sentire un ibrido fra i Model/Actriz e i Ministry.
Body Transmission mostra un’evoluzione musicale auspicata ma tutt’altro che scontata, segno della buona crescita portata avanti dai MAQUINA. I portoghesi continuano a schiacciare l’acceleratore, ma in modo più calibrato e pensato: se continueranno così, la macchina sarà perfetta.
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
