La Nuova Vita di Ellen Allien è un atto di resistenza
La techno, intesa nella sua forma viscerale e lontana dalle sempre più consistenti derive commerciali, è da sempre un atto di resistenza nel mondo dell’elettronica. Lo sa bene Ellen Allien, madre della techno berlinese ed europea, che da decenni porta avanti messaggi in ogni contesto, dai set dal vivo agli album in studio, divenuti sempre più frequenti nel corso degli anni.
C’è quindi una doppia esigenza nella sua musica: portare avanti battaglie, tanto personali quanto collettive, e far evolvere un suono che troppo spesso l’ascoltatore poco attento immagina come standardizzato e privo di spunti.
Eppure, pur lontana dalle sperimentazioni messe in atto da altri suoi colleghi (si veda Jeff Mills), l’ormai vasta produzione in studio della musicista tedesca, con oltre dieci album all’attivo, collaborazioni ed Ep, mostra la versatilità di una proposta che fa della techno un corpo in costante movimento, pronto a contaminarsi e mutare forma a ogni occasione.
Non fa eccezione New Life, in uscita il 9 luglio 2026 per BPitch, un album in piena scia con la sua produzione più o meno recente, in cui la concezione di “techno” allarga il proprio spettro senza mai esagerare. Se la minimal techno è da sempre un suo campo di analisi, sembra quasi che Ellen Allien dal minimalismo abbia preso la tendenza al gioco di sottrazione e l’abbia applicato anche quando il lato minimal è assente.
Un disco come New Life, infatti, non esagera mai. In nessuno dei dieci brani c’è la percezione che si possa andare oltre la techno, ma allo stesso tempo c’è la costante sensazione di un linguaggio allargato, diverso dalla proposta tipica del genere. Una moderazione ideale che in suono si traduce nel modo più naturale possibile: ritmi gestiti alla perfezione, pezzi che salgono e scendono volti a creare un racconto, Berlino che entra in scena tanto nella sua versione da clubbing (Lights Off) quanto nella sua anima più gotica, con elementi darkwave pronti a schizzare fuori qua e là (il singolo Steh Auf).
Guai, però, a immaginare la città (e la sua musica) come un antro oscuro in cui rinchiudersi. C’è, al contrario, una strana luce a permeare l’intero disco, anche nei passaggi più cupi. Chiaroscuri che, come la stessa musica, cambiano forma ed emergono sia nei momenti più muscolari (Fantazy) sia nelle riflessioni inaspettate (Be Your Own Leader).
New Life non dice cose diverse rispetto a quelle che già sappiamo della proposta di Ellen Allien, ma aggiunge un ulteriore tassello di libertà emotiva e sonora. Soprattutto, a restare è l’ennesimo atto di resistenza: in un mondo che va verso l’abisso, Ellen Allien abbraccia tutti quei valori che oggi sembrano essere rifiutati. Non è questa, forse, la “Nuova Vita” che stiamo vivendo?
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
