Reverie Reverse, tra le pieghe di un passato distorto e in continua trasformazione
Nel cuore di un universo sonoro in costante sfaldamento, Tomat torna con il suo nuovo Ep, Reverie Reverse.
Un viaggio che non cerca di ricostruire il passato perduto, ma di rimescolare i pezzi di un ricordo frammentato. È un ritorno che non si limita alla nostalgia, ma si immerge nella fluidità dei ricordi distorti, dove il tempo si piega e si ricompone in un gioco di percezioni e affetti rielaborati.
Con questa opera, il produttore torinese ci presenta un’esperienza di riattivazione, un’elasticità tra rottura e riconoscimento, tra errore e riconfigurazione. Reverie Reverse ci fa entrare in una dimensione in cui la frammentazione diventa metodo, e il passato apre la strada a nuove possibilità di ascolto.
L’Ep si presenta come l’inversione e la conclusione del percorso intrapreso nell’ultimo album, Afasi. Non si tratta di una semplice negazione di quel lavoro, ma di un suo riorientamento, un ritorno che si sviluppa attraverso diverse fasi. Se Afasi descrive la progressiva frammentazione della coerenza comunicativa, mnemonica e temporale, in un contesto di entropia informativa, allora Reverie Reverse si configura come un contro-movimento all’interno dello stesso sistema, un tentativo di ricostruzione e di riappropriazione in un mare di caos.
Avvolta da nebbie malinconiche e armonie desolate, l’intro di Smooth 1.33 si presenta come un istante sospeso, un momento in cui il tempo sembra perdere attrito e si stabilizza nell’immobilità. Droni minimali offuscano l’orizzonte, mentre le ripetizioni rallentano, creando uno spazio in cui la consapevolezza può emergere lentamente, come se il cuore stesso decidesse di fermarsi un attimo, lasciando che l’ascolto si perda in un silenzio denso di emozioni.
Groove Error si manifesta come un loop spezzato e frammentato, in cui la ripetizione mette in luce la propria instabilità, creando un senso di tensione palpabile. I suoni, freddi e avvolgenti, sono incredibilmente toccanti, avvolgendo l’ascoltatore in un’onda rilassante di increspature lente e sinuose. È in questa atmosfera che l’errore si rivela come struttura portante, smascherando il modello sottostante di dispersione e caos, e trasformando il difetto in un elemento di grande bellezza e introspezione.
Nelle tre tracce di Reverie Reverse, si dipana un universo in cui fluidità, rottura e memoria si intrecciano come frammenti di uno stesso continuum in costante dissolvimento. Ricordi sopravvivono, emozioni si affiorano e si sfaldano, tutto attraverso l’intima sperimentazione elettronica di Davide Tomat. Un viaggio sonoro che spinge l’ascoltatore a navigare tra le pieghe di un passato distorto e in continua trasformazione, dove ogni elemento diventa un tassello di un quadro in perpetuo divenire.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
