La lucha es un poema colectivo, un’eco di solidarietà e di resistenza
La lucha es un poema colectivo è un viaggio sonoro nato tra le mura dell’IRCAM di Parigi, tra le proteste e le voci di chi lotta per i propri diritti. È da questa tensione, da questa urgenza collettiva, che prende forma il nuovo album dei TellKujira.
Un’opera che non è solo musica, ma un gesto, un’eco di solidarietà e di resistenza, un richiamo a ricordarci che le parole non sono mai semplici, ma portatrici di un peso e di un significato che attraversano il tempo e le lotte di chi ci precede.
In questa recensione, esploreremo come i TellKujira siano riusciti a trasformare un momento di disorientamento in un inno collettivo, un ponte tra le voci di ieri e quelle di oggi. La lucha es un poema colectivo è molto più di semplice un ascolto: è un atto di resistenza, un poema collettivo scritto con suoni e emozioni.
Con En Greve, la prima traccia dell’album, Ambra Chiara Michelangeli, Francesco Diodati, Francesco Guerri e Stefano Calderano intrecciano con maestria il suono delle chitarre, della viola e del violoncello, creando un tappeto elettroacustico che funge da sfondo alle voci di protesta. Parole troppo pesanti per essere schiave del contesto o della sintassi, ma che risuonano dentro di noi, commuovendo e aprendo fessure nella nostra storia collettiva. I cinque artisti riescono a far emergere queste parole attraverso gesti intensi e concreti, trasformando contrasti timbrici e dinamici in una suite coinvolgente di 16 minuti, che diventa un potente grido di ribellione e riflessione.
La lucha es un poema colectivo si rivela come un’opera di profonda intensità emotiva e sociale, in cui ogni nota e ogni parola testimoniano un impegno collettivo e una volontà di resistere. Non si tratta solo di un raffinato esercizio musicale, ma di un vero e proprio atto di denuncia e di solidarietà, che supera le barriere del suono per toccare le corde più intime della nostra coscienza. In queste 4 composizioni, la musica diventa uno strumento di lotta, un ponte tra le voci di ieri e quelle di oggi, un richiamo a non dimenticare il potere delle parole e delle emozioni nel plasmare un mondo più giusto. È un’opera che, attraverso la forza dell’insieme e la sincerità delle emozioni espresse, invita a riflettere sul valore della resistenza e su come l’arte possa diventare un gesto di ribellione condivisa, capace di alimentare il fuoco della solidarietà e della speranza.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
