L’exploit del glitch: MATA & Moraljetlag

I MATA sono un trio nato nel 2015 formato da Alessandro Bracalente, Mauro Mezzabotta e Emanuele Sagripanti. Il primo noto per il festival underground Onlyfuckinglabels, tutti e tre, invece, per essere stati membri della band Nevroshockingiochi (Scena2 – 2013). Il trio dopo la buona riuscita nel 2019 di Archipel{o}gos  si è impreziosito di una collaborazione, quella di Manuel Kopf Coccia,  già produttore del precedente album, oltre ad essere fonico e polistrumentista, componente del progetto denominato Moraljetlag.

Pubblicato da OFN Records, il nuovo Ep frutto di un gioco di ‘lettere’, DGF, è il risultato di quanto prodotto durante il periodo del lockdown, un esperimento per rendere fertile un periodo apparentemente di stasi, tra reclusione coatta ed aspettative travolte da un senso piuttosto aleatorio di futuro.

In effetti le tracce sono composte da un agglomerato carico di tensione, in cui si alternano momenti estremamente bui ed altri più lucidi. Rispetto al precedente lavoro in cui prevaleva una sonorità piuttosto noise ed industrial, ad oggi la sperimentazione è tutta diretta sul glitch e su la sound art, tra sperimentazione elettronica più ardita e rivoli sintetizzati di math.

Le cinque tracce sono caratterizzate da una denominazione piuttosto ardita, tra scientificità e no sense. Già l’album è denominato, attraverso l’utilizzo di un acronimo oscuro, DGF, e le varie tracce non sono da meno. Le stesse, rispettivamente: GFD, DGF, FDG, DFG, FGD, sono frutto di una combinazione diversa delle tre lettere, ad ognuna delle quali si potrebbe affidare un senso. Sulla copertina del disco (rilasciato solo in digitale) vi è un calderone delle ipotetiche parole che l’ascoltatore potrebbe scegliere in base a quanto provato durante l’ascolto.

Un gioco davvero stuzzicante all’interno del quale, manco a dirlo, ci son cascata anche io!

Qui di seguito le mie impressioni:

    1. Glitch – Furious – Drums: non a caso la traccia è una furia schizzata di batteria elettronica glitchata.
    2. Dimension – Gear – Flow: ho immaginato una sorta di fiume incastonato in una dimensione spazio-temporale diversa.
    3. Feel – Dialogue – Guitar: le corde della chitarra dialogano con un fuzz di sfondo a sentimento.
    4. Distort – Fear – Gun: il suono assume dei tratti noir, decisamente distorti, dalla quale mi sembra di scorgere dei colpi di pistola.
    5. Fun – Game – Dead: ho ricordato la sigla di un videogame piuttosto datato, un gioco mentre al di fuori della cameretta sta per iniziare una guerra zombie.



 

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