ORCORARA 2010: la nuova pelle di Elysia Crampton

L’eclettico e variegato percorso musicale di Elysia Crampton pare non volersi fermare per nessun motivo al mondo, se non per concedersi una piccola pausa necessaria per mutare, ancora una volta, forma e sostanza.

E così quasi non c’è nemmeno da sorprendersi se dopo il clubbing di sapore industrial di Demon City (2016) e il picco raggiunto con le influenze dell’elettronica latina e della cumbia digitale dell’omonimo album del 2018, oggi la musicista d’origine nativo-americana decide di sorprendere tutti ancora una volta con ORCORARA 2010, in uscita il primo maggio 2020 (e il 10 luglio in vinile) per PAN.

Un lavoro che nasce dal bisogno di raccontare temi importanti come l’oppressione e la persecuzione subita dal suo popolo, e di denuncia contro le barbarie del Cristianesimo. Per farlo, la musica della Crampton assume un volto completamente nuovo, e nell’orgia di generi musicali al servizio della sapiente producer, spiccano l’electro-prog e l’ambient.

In apertura, Secret Ravine (Chakana En General) fa subito chiarezza sull’intero lavoro: l’inquietudine prende il posto della frenesia, lunghe e cadenzate marce funeree eliminano ogni traccia di ritmo, il clubbing è solo un ricordo lontano.

Atmosfere oscure danno vita a slanci di poesia e alle parole di Jeremy Rojas in Dog Clouds, mentre nella lunga Morning Star-Red Glare-Sequoia Bridge c’è spazio per dar vita ad un flusso eterogeneo di musica che parte dalla new age, incontra la musica classica, tocca gli spigoli delle Ande e della musica peruviana, esplode nell’industrial e, infine, ritorna al punto di partenza, lasciandosi trasportare dai synth.

L’eleganza marziale e trascinante di Homeless è fra i momenti migliori del lotto, così come la litania spettrale e indemoniata di Crucifixion, complice la partecipazione di una posseduta Shannon Funchess.

Difficile contestualizzare ORCORARA 2010 nella produzione di Elysia Crampton, essendo un lavoro completamente diverso dai suoi precedenti.

Infatti, chi aveva gridato al miracolo con il suo omonimo di due anni fa non può non sentirsi spaesato da questo repentino cambio di sonorità, tuttavia necessario per esprimere il concept, oscuro e doloroso, alla base di quest’ultimo lavoro.

Per quanto non raggiunga i picchi dell’album precedente, ORCORARA 2010 è un’urgenza espressiva prima ancora che musicale, e così va preso per riuscire a cogliere i momenti più intensi ed emotivi dell’intera produzione di Elysia Crampton.




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