Paradiso Infernal: un omaggio all’avanguardia

La Trost Records è un’etichetta viennese che da circa trent’anni propone un catalogo fortemente incentrato sull’avanguardia e sulla sperimentazione, sviscerate in tutte le loro forme ed oltrepassando i confini del jazz e dell’elettronica.

Fra le pubblicazioni recenti, in uscita il 10 settembre 2021, Paradiso Infernal è il disco di debutto dell’omonimo duo, composto dall’elettronica di Christina “Chra” Nemec e dalla chitarra di Christian Schachinger, entrambi musicisti d’estrazione sperimentale, avendo collaborato, fra i tanti, con Peter Rehberg nel progetto dark ambient/drone Shampoo Boy.

Questa nuova avventura riprende solo in parte quel tipo di sonorità, ricreando sì un’atmosfera oscura, ma declinandola in diverse mutazioni attraverso un felice connubio fra le astrazioni elettroniche tracciate dalla Nemec e dai riff noise di Schachinger. I cinque brani del disco seguono un canovaccio coerente e costante durante l’intero minutaggio e la struttura è quella di un vero e proprio climax: se la breve Unrast funge solo d’apertura per creare l’umore straniante ed oscuro che pervade l’intero album, i brani successivi lavorano d’intelligenza sia quando i suoni vivono in una costante alternanza fra sfuriate noise e momenti di calma, come in Fluch, sia quando invece a dominare è una perenne tensione sotterranea (Kalk).

I primi quattro pezzi, variegati e stratificati, non avrebbero lo stesso effetto se non fosse per la tappa finale segnata dai diciassette minuti di Frosthart, una suite d’avanguardia che rappresenta sicuramente il picco dell’album. Il brano rispecchia il nome del disco e del duo, considerando che nei primi minuti a dominare sono suoni elettronici dai tratti cosmici e delicati, per l’appunto paradisiaci, prima di esplodere in un buco nero con la chitarra che assume stratificazioni sempre più infernali con il passare dei minuti.

Paradiso Infernal è un disco coraggioso di un progetto altrettanto ambizioso, un’evidente dichiarazione d’amore al mondo dell’avanguardia senza scendere mai a compromessi. Per quanto si abbia la sensazione che tra i primi quattro brani e il quinto ci sia un distacco importante in favore della suite, va detto che l’atmosfera complessiva ricreata dall’intero album è una piccola gemma da non perdere per tutti gli amanti di sonorità di questo tipo.




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