Aeris: molto più di una raccolta
Non è certo la prima volta che parliamo di Affin-sound nell’ottica di un modo di fare ambient ormai sempre più riconoscibile. Nell’etichetta fondata da Joachim Spieth ci sono nomi costanti e stili collaudati, fidelizzando un pubblico spesso confuso dall’ampia proposta del genere. Naturale, dunque, nel turbine delle uscite, provare a mettere un po’ d’ordine; è quello che fa Markus Guentner, uno dei nomi di punta della Affin, con il nuovo Aeris, in uscita il 15 maggio 2026.
Dieci pezzi e una durata tutt’altro che contenuta (81 minuti complessivi) per dar vita a un vademecum dell’esperienza di Guentner nell’etichetta tedesca fino a oggi. Non un best of, ovviamente, ma un modo per mettere insieme parte di un’ampia produzione e soprattutto cercare un filo conduttore fra brani di dischi differenti, riuscendo nel duplice obiettivo di mettere insieme pezzi della propria carriera e allo stesso tempo legarli a quell’Affin-sound evocato in apertura e che qui emerge in piena purezza.
Se, infatti, nei dieci brani a emergere è una compattezza tale da sembrare un disco di inediti più che una raccolta, è merito tanto della capacità (e oculatezza di scelta) di Guentner quanto della capacità dell’etichetta di aver creato un catalogo omogeneo. In mezzo a questo contesto, c’è tutto ciò che è lecito aspettarsi dal musicista tedesco: uno stile di ambient fortemente cinematografico, in cui è proprio l’immagine a “spezzare” il brano, pur rimanendo ben incastonato nei dogmi di un suono in costante gioco fra silenzi e texture minimali.
Apre la lenta e cadenzata Sund, un climax impossibile da fermare come una stella che si frantuma in mille pezzi, proseguono le atmosfere epiche di The Turning Wheel e i delicati arpeggi di Babylon, mentre Humanity’s Shadow lambisce i confini della dark ambient più criptica. Nella seconda parte la caratterizzazione cinematografica rientra in Akijana, in chiusura la lunga Crystal Castle sembra quasi un manifesto sonoro, deflagrato solo dagli oscuri echi di Hansha.
Chi conosce Markus Guentner troverà inevitabile familiarità in Aeris, per tutti gli altri può essere un buon modo per addentrarsi nell’ampia discografia del musicista. Ciò che resta è l’ennesima prova positiva di un nome ormai più che consolidato nel mondo ambient.
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
