The World as Non-Objectivity, un viaggio sonoro che abbraccia l’ignoto

Se c’è una cosa che i Demikhov hanno sempre dimostrato, è la capacità di spingersi oltre i confini del rumore e dell’estremo, lasciando il pubblico devastato e affascinato. Con il loro nuovo album, The World as Non-Objectivity, la band di Desenzano del Garda apre un capitolo completamente diverso, un viaggio sonoro che sfida le aspettative e abbraccia l’ignoto.

Abbandonando le chitarre ruvide e il caos esplosivo degli ultimi anni, i Demikhov si immergono in atmosfere dilatate, sperimentali, quasi oniriche, tra ambient noise, elettronica minimale e drone music.

Un omaggio artistico a Kazimir Malevich e al suo Quadrato Nero, questa volta la loro musica diventa una colonna sonora invisibile, un paesaggio sonoro senza oggetti, dove tutto sembra emergere dal nulla.

Il nuovo album dei Demikhov, pubblicato dalle etichette indipendenti italiane Archaeological Records, Dio Drone, Acvfene e Oceani, ci permette di scoprire un lato inedito di questa band, nota per aver fatto dell’estremismo sonoro la propria firma.

A partire da Lines And Circles, Disappearing, emerge un soundscape ricco e organico, caratterizzato da una vasta gamma dinamica. La prima traccia si distingue per un minimalismo elettroacustico lineare, in cui la modulazione dei feedback interni al mixer, in loop circolari sempre diversi, genera increspature sulla superficie sonora. Questi dettagli sottili donano movimento e profondità al tappeto sonoro, coinvolgendo l’ascoltatore in un’esperienza sonora fluida e avvolgente.

Con Electric Masses In The Fourth Dimension, la traiettoria si trasforma in una spirale che sfiora i confini dell’elettroacustica più cerebrale. È un paesaggio sonoro ancora più incisivo e coinvolgente, caratterizzato da una sintesi granulare densa e cupa che si avvicina al dark ambient più viscerale. Un viaggio sonoro che avvolge e ipnotizza, spingendo l’ascoltatore oltre i confini della percezione.

In Blinding White, veniamo investiti da una scarica di frammenti sonori intrisi di un senso di inquietudine imminente. L’atmosfera si fa densa di texture metalliche e pulsazioni che risultano al tempo stesso meccaniche e organiche. La registrazione, con il suo approccio imprevedibile, aggiunge un tocco di spontaneità: imperfezioni e rumori ambientali si insinuano nel mix, come se la musica stessa fosse travolta dalle forze che cerca di evocare, lasciando emergere un senso di tumulto e vulnerabilità.

The World as Non-Objectivity spalanca le porte a un lato inedito dei Demikhov, come non li avete mai ascoltati prima. È un lavoro che mostra una maturità sorprendente, un viaggio sonoro ricco di sfumature e tensioni, capace di coinvolgere e inquietare allo stesso tempo. Un’esperienza intensa e stimolante, che premia chi ha il coraggio di addentrarsi nell’oscurità e di lasciarsi trasportare dal loro nuovo linguaggio sonoro. Un album che sfida le aspettative e invita a riflettere su un universo dove il silenzio e il rumore si fondono in un’onda di pura emozione.



0 0 voti
Valuta l'articolo!
0
Esprimete la vostra opinione commentando.x