On&On: il coraggio di andare avanti secondo Daniel Blumberg

La storia di Daniel Blumberg potrebbe essere la sceneggiatura perfetta per un film introspettivo basato su alti e bassi che un giovane ragazzo appena trentenne può aver vissuto.

Soprattutto, sarebbe bello constatare l’effettiva importanza della musica e dell’arte nell’animo umano, una cura indelebile e incontrastabile.

Il giovane musicista inglese ha vissuto sulla sua pelle il dramma di un ricovero per problemi mentali, la discesa verso un terribile baratro dal quale troppe persone non riescono ad uscire.

Blumberg sceglie come metodo di guarigione, fra i tanti, l’arte e la musica. Dipinge, disegna, ma soprattutto suona. Quasi sempre, trova modo di unire entrambe le cose, dando vita e immagini a ciò che compone, canta e suona.

Un percorso commovente che raggiunge il suo culmine, dopo una serie di progetti, con Minus (2018), un esordio tanto bello quanto sottovalutato. Un disco in grado di trasmettere tutto ciò che Blumberg aveva dentro sé stesso, fra archi, chitarre e piano in grado di mettere in risalto uno stile eclettico ed eccentrico, che spazia dall’indie rock allo slowcore, passando per il pop da camera e il noise rock.

Oggi, si potrebbe dire che Daniel Blumberg sia chiamato alla conferma artistica, il difficile gradino del secondo album. Eppure, è evidente che di conferme non ne ha bisogno, perché snaturerebbe uno stile sincero ed intimo in qualcosa di costruito.

Un errore che, fortunatamente, il Nostro non ha commesso e On&On, in uscita il 31 luglio 2020 per Mute, appare sin dal primo ascolto come una nuova, meravigliosa, gemma, un degno sequel di Minus.

La title-track si arricchisce più volte di “on”, si ripete, aumenta la sua consistenza senza perdere identità ma vive in una costante evoluzione, che pare essere più umana che musicale: è lo specchio del suo compositore.

La vena freak ed eclettica esce immediatamente fuori in Sidestep Summer, che gioca nell’incontro fra dissonanze noise e momenti di improvvisa riflessione, mentre la lunga Bound rappresenta probabilmente uno degli apici della sua intera produzione: un inno sacro appoggiato da un delicato riff desertico in grado di innalzarsi nella tempesta perfetta di archi e armonica.

Silence Breaker è una catarsi che passa da toni sommessi e minimal a sfrenate divagazioni orientali, un brano completamente contrapposto alla classicità in salsa folk di Teethgritter. Chiude Pillow, a metà fra cantautorato e chamber pop.

On&On è una nuova perla nella musica e nell’anima di Daniel Blumberg, che si conferma, prima ancora che un buon musicista, uno straordinario comunicatore. Intensità, emotività ed eleganza si evidenziano di nuovo come i punti di forza di un sound a tratti unico nel panorama attuale.

Inutile, e forse scorretto, il paragone con Minus: sono due frammenti della stessa storia, ma distinti e separati nel loro messaggio.

Da una parte la rinascita, dall’altra la volontà di andare avanti. A fare da collante, l’arte di Daniel Blumberg.




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