No Comply, un disco che testimonia la maturità dei Baratro
Tra tensione, protesta e un forte senso di urgenza, i Baratro tornano con il loro secondo album, No Comply, in uscita l’8 maggio per Supernatural Cat.
Dopo due anni dall’ultimo lavoro, questa nuova fatica segna un’articolata evoluzione sonora e compositiva, arricchita dall’ingresso del violoncellista Matteo Bennici. Un disco che nasce in un clima di crisi globale e di ribellione, un vero e proprio grido di resistenza contro le derive del presente, senza cedere alla disperazione. Pronti con No Comply a immergervi in un viaggio sonoro che unisce intensità, libertà e una visione critica del mondo?
Il nuovo capitolo dei Baratro, come i lavori che lo hanno preceduto, si fa subito riconoscere dal potente basso di Dave Curran, supportato da overdrive e distorsioni che travolgono l’ascoltatore. È un sound pieno, denso, a partire da Hold Fast, ma allo stesso tempo si contrappone in modo sorprendente alla dolcezza e all’eleganza del violoncello di Matteo Bennici. Un equilibrio tra forza e raffinatezza che rende questa traccia irresistibile, un vero e proprio viaggio sonoro che cattura e avvolge, svelando tutta la maturità e la versatilità del gruppo.
Keep ‘Em Needing si apre con un lento, ipnotico intro in cui i tre elementi fondamentali – basso, chitarra e batteria – si ripetono in un mantra che sembra quasi ammaliare l’ascoltatore. Solo dopo questa fase di stasi, la tensione esplode, sprigionando tutta la loro violenza e intensità. A differenza del passato, l’energia dei Baratro si presenta oggi più controllata, più sottile, ma non meno potente. Le partiture di violoncello tessono trame noir dal fascino oscuro, aggiungendo un livello di profondità e mistero alla narrazione sonora. È un equilibrio intrigante tra tensione e controllo, che rende il brano un viaggio ipnotico e coinvolgente, in cui ogni nota sembra sussurrare segreti nascosti nell’ombra.
In Insidious, la band suona come se i Massimo Volume fossero stati risvegliati da uno stato di pura adrenalina e sotto steroidi. I loro riff pensanti e fangosi si frappongono con intensità, creando un contrasto potente e ipnotico, mentre le note profonde del violoncello avvolgono la narrazione, accompagnando la voce narrante di Curran in un viaggio oscuro e coinvolgente.
Con No Comply, i Baratro hanno realizzato il loro lavoro più articolato e maturo, confermando di essere una formazione estremamente versatile capace di evolversi senza perdere la propria identità. L’introduzione del violoncello di Matteo Bennici avrebbe potuto rappresentare un rischio di snaturamento, rischiando di deviare dal suono potente e incisivo che li ha sempre contraddistinti. Tuttavia, Curran e i suoi hanno saputo mantenere saldo il loro carattere, arricchendo la propria musica con nuove sfumature senza comprometterne l’intensità. È questa capacità di bilanciare forza e raffinatezza, tensione e controllo, che rende No Comply un capitolo fondamentale nella loro evoluzione artistica, un disco che testimonia la maturità di una band capace di affrontare le sfide del presente con intelligenza e coerenza.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
