The Unexpected Visitor: lo slancio mistico di Gus Garside ed Hervè Perez

Il sassofonista Hervè Perez ed il contrabbassista Gus Garside hanno passato buona parte del lockdown, fra marzo e maggio 2020, a registrare una serie di improvvisazioni, molte delle quali in via telematica.

Il fine di queste sessioni era esplorare il mondo della poesia di Jalal al-Din Rumi, poeta mistico persiano vissuto nel tredicesimo secolo, e la sua La casa dell’ospite, arricchendola di un apparato strumentale libero e spirituale, coerente con l’opera stessa.

Il risultato di quest’operazione è The Unexpected Visitor, in uscita il 20 febbraio 2020 per Orbit577, composto da dieci brani a due strumenti, ognuno dei quali è mirato ad una personale interpretazione, in chiave astratta e ascetica, dell’opera di Rumi.

The Seeker, nei suoi dieci minuti, mette in mostra le principali coordinate dell’album: una fusione certosina fra sax e contrabbasso, in cui anche quando uno dei due si fa protagonista, l’altro riempie la scena con melodie angolari e slanci contemplativi.

C’era d’aspettarsi una tensione costante fra i due musicisti, ma non con aumento così progressivo, come dimostra la successiva The Cook, strutturata su coordinate ancora più libere e sperimentali, o The Lover, in cui il contrabbasso riesce prima a prendersi la scena e poi a tessere uno straordinario tappeto per far ergere il sax.

L’oscurità di The Gardener rappresenta il momento più mistico dell’album, complice delle tensioni sotterranee ricche di pathos, mentre The Maker mette in mostra il lato più energico e vitale del lotto, ripreso ed ampliato nella lunga e conclusiva The Poet, un efficace compendio stilistico.

The Unexpected Visitor è un lavoro concettuale di ottima fattura, pur non avendo guizzi che fanno gridare al capolavoro. Qualche brano di troppo limita quello che è pur sempre un buon album d’avanguardia, in cui si evidenziano senza fatica le evidenti doti dei due musicisti.

Infatti, a Gus Garside ed Hervè Perez va dato il merito di aver ricreato un flusso sonoro coerente e corposo, dove quasi tutte le tessere del mosaico sono al loro posto.




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