SCURO CHIARO: un corto lungometraggio

Se per tanti anni il nome di Alessandro Cortini è stato semplicemente legato ai Nine Inch Nails, reduci dall’ingresso nella Rock and Roll Hall of Fame, da circa un paio di anni sono cambiate le carte in tavola.

Infatti la produzione solista del musicista bolognese, già ricca ed interessante, come testimoniano Risveglio (2015) e Avanti (2017), ha preso una piega quasi inaspettata con Volume Massimo (2019), un album che, attraverso coordinate electro-prog, ha ottenuto un gran successo. Ed ancora, la collaborazione con Daniel Avery in Illusion of Time (2020), a metà fra drone ed ambient, è stato un ulteriore attestato della prolifica vena musicale di Cortini.

Un periodo di straordinaria intensità musicale, come testimonia anche SCURO CHIARO, in uscita l’11 giugno 2021 per Mute. Un lavoro che nasce proprio dalle ceneri di Volume Massimo e dà grande importanza al dettaglio, al momento, al particolare che diventa universale.

Se questo climax ascendente si intravede già nei solchi dell’apertura ECCO, è nel luminoso paesaggio disegnato da CHIAROSCURO ad essere evidente questa propensione verso l’immensità e, ovviamente, verso quella sontuosità cinematografica che da sempre contraddistingue la musica di Cortini.

Ed a proposito di cinema: LO SPECCHIO sarebbe la perfetta colonna sonora di un horror dalle tinte macabre ma mai splatter, al contrario di VERDE, la cui delicatezza ed introspezione fanno pensare ad un dramma d’autore, il racconto perfetto per una storia di crescita e scoperte.

Ma guai ad immaginare l’intero lavoro come un insieme di trovate cinematografiche. Infatti, con NESSUNO c’è spazio anche per un mondo onirico ed etereo creato dal nulla, completamente slegato da qualsiasi logica visiva, ma pulsante nella sua piena immersione sonora. Chiude FIAMMA, il brano più sorprendente ed imprevedibile dell’album, un valzer del nuovo millennio alle prese con synth aggressivi e noise.

SCURO CHIARO non è solo l’ennesima prova delle ormai note capacità di Alessandro Cortini, ma è anche l’album che più di tutti mette in mostra le sue doti compositive e creative. Dietro ogni traccia si cela un insieme di attimi, di istanti: è qui che risiede la forza di un album che non è solo lungometraggio, ma anche e soprattutto cortometraggio.




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