Tierra/Maree: elementi di ricerca condivisa con Xabier Iriondo e Snare Drum Exorcism

E’ il suono il vettore elementale che arriva a fondere due approcci sperimentali totalmente opposti ma che, attraverso la loro stessa condivisione diretta, genera senza dubbio un progetto fuori dai canoni. Da un lato, troviamo Tierra di Xabier Iriondo, traccia registrata e missata in proprio, dall’altro, Franz Valente (aka Snare Drum Exorcism) e la sua Maree, prodotta al Lesder Studio e masterizzata da Simone Castellan.

Questo disco tecnicamente è uno split, con la differenza che è possibile trovare una bonus track in coda (Mosaique), registrata da entrambe i musicisti presso lo Zulogorria Studio di Iriondo. Il lavoro vanta la coproduzione di una “accordata” di label nel panorama nazionale (Wallace Records, Dischi Bervisti, Dio Drone e Truebypass) ed è stato pubblicato il 13 marzo in sole 250 copie fisiche più un’ulteriore cinquantina in limited edition marmorizzata.

Sebbene siano presenti aspetti comuni, come l’approccio all’indagine più elettroacustica e la scelta di esprimersi attraverso strumenti auto-costruiti o utensili decontestualizzati, si delineano stili sonori completamente diversi ma che nella loro attitudine si accompagnano vicendevolmente.

In Tierra la ricerca di Iriondo si focalizza per la primissima volta sull’esplorazione delle infinite possibilità timbriche di un cordofono orizzontale (il mahai metak), che fatto suonare anche per mezzo di oggetti alternativi produce organiche sonore non convenzionali. A fare da contorno alla solitudine dello strumento troviamo un’ibridazione manipolativa di memoria chitarristica, forte in inviluppi drone, looping sincopato, moduli glitch, monolitiche deviazioni fuzz e giochi di interferenze low-fi, che veicolano l’esperienza in più tempi di un unico movimento, prima silenzioso e poco dopo più violento.

In sostanza, Tierra nella sua natura improvvisata, si colloca come esperienza performativa e allo stesso tempo concertistica, offrendo paesaggi suggestivi, occulti, densi di ipnotiche modulazioni e materica scagliata su un “tavolo da lavoro”. Un giusto compromesso per studiare nuovi modi di fare musica, partendo dall’invenzione di uno strumento per poi metabolizzare soluzioni sonore in continua avanguardia e attitudine etnomusicologica.

Dall’altra parte, invece, Maree di Snare Drum Exorcism conferma il sodalizio sperimentale tra l’impatto noise/punk della musica contemporanea e l’asfittica comunicazione elettroacustica. Anche in questo caso si comincia partorendo nuove soluzioni strumentali (interessante il meccanismo costruito con aste di metallo e molle) e si procede cogliendone le sfumature acustiche a seconda del loro utilizzo, della loro composizione materiale e del movimento che si esercita su di esse.

Franz Valente gioca con soluzioni più dinamiche e brutali, pur interiorizzando le caratteristiche ambientali del luogo di ricerca e delle strumentazioni adoperate. Floating sounds, rumorismo, muri sintetici e saturati colorano con una spettrale psichedelia una serie di sciami ritmici e giochi di contatto pelli, sulla sincopatia di una performance elettroacustica caotica ma al contempo organizzata. In breve, quindi, la ricerca di Valente si articola in nuovi dialoghi dove il musicista e il rullante si esprimono ininterrottamente attraverso l’atto cinetico.

Mosaique, in chiusura, racchiude questi due mondi sperimentali diversi e vicini in una breve panoramica sinergica ricca di tribalismi, esplosioni hardcore e contaminazioni impro.

Concludendo, il progetto di Iriondo e Valente rifugge dalle caratteristiche del solito disco commerciale; al contrario, ne risulta una vetrina performativa di ricerca e didattica acustica. In altre parole, una vera e propria oasi di libera espressione e condivisione sonora.




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