Ecolalia: esplorazioni soniche dell’incomunicabilità

Oggi vogliamo portare alla vostra attenzione una new-entry in casa Boring Machines, direttamente dalle pendici del Vesuvio. Stiamo parlando di Vivien Le Fay e del suo primo Lp ufficiale Ecolalia, disponibile dal 25 Ottobre 2019 per la già citata label indipendente. Ecolalia si sviluppa in sei tracce, come un percorso limbico ed esoterico dove il suono viene destrutturato nella sua forma più primitiva e caotica; ragnatele sintetiche e cantilenate scandiscono ossessivamente i tempi di un percorso sensoriale ed introspettivo, ibrido tra attitudine analogica e digitale.

Le modulazioni sembrano dilatare i tempi, incorniciando un arrangiamento che si basa su matrice puramente elettro-orchestrale.

Arpeggiators sintetici compensano la trascuratezza ritmica, archi taglienti incontrano le atmosfere droniche e siderurgiche delle chitarre di Sergio Albano.

Il tutto in una miscellanea oscura in cui ambient, noise, darkwave e minimalismo cinematico flottano caoticamente attorno ad un nucleo elettronico.

Le parti vocali annientano l’ego, accompagnando il vero fulcro del disco: il suono e le sue contaminazioni; ritualizzano questo percorso acustico partendo da Eve fino a sfociare in una cruda fisicità hardcore con Elim.

Vivien Le Fay, attraverso il suo primo lavoro solista (interamente concepito e arrangiato in proprio), metabolizza a pieno un lungo percorso di conoscenza dello spettro sonoro, utilizzandolo come strumento per sperimentare l’incomunicabilità. L’intero lavoro è figlio delle sue esperienze multidisciplinari, che vanno dalle basi sociologiche all’approccio audio-visivo con Erk 14, dalla fotografia alla modulazione effettistica.

Ecolalia è un lavoro che non mira alla composizione scolastica ; al contrario tende a suggestionare  l’ascoltatore catapultandolo in un’atmosfera impercettibile dove la tecnica compositiva viene soggiogata dalla sfera caotica.

Un’atmosfera dove la parola retrocede al suo stadio primitivo per poi rinascere come elemento e mescolarsi in maniera alchemica al suono. Il risultato è quello di raggiungere un nuovo stadio del sentire per poi tornare alla consapevolezza quotidiana.

In sintesi,un ascolto da non sottovalutare.