Torino suona bene

Torino, patria italiana dei Lumière, è stata la prima capitale del cinema ancor prima di Cinecittà, non a caso la Mole Antonelliana ospita il Museo Nazionale del Cinema. Giovanni Pastrone è un regista e massimo esponente del cinema muto italiano e internazionale. Con il ritrovamento e la trascrizione di un suo manoscritto autobiografico, Lorenzo De Nicola ha realizzato un documentario per riscoprire uno dei personaggi più emblematici del ‘900. Ovviamente per ogni film che si rispetti non può mancare una grande colonna sonora, in questo caso realizzata da Davide Tomat e Federico Bisozzi.

PASTRONE! Original Motion Picture Soundtrack, pubblicata l’8 maggio da 7K Records, è stata registrata al Superbudda, missato da Maurizio Borgna e masterizzato da Stefano Genta al Vari Studio. Hanno partecipato alla registrazione del disco Marco Benz Gentile al violino e alla viola, Ferdinando Viettial violoncello e Silvio Franco (già partner musicale di Tomat nei N.A.M.B. e Niagara) al contrabbasso e al violoncello. Insomma unAll Star di musicisti piemontesi.

Tutto suona in maniera elegante e impeccabile, un flusso narrativo creato ad hoc per le immagini del film. Le diciassette tracce dell’album oscillano tra elettronica e modern classic, in equilibrio tra le anime dei due musicisti: più classica quella di Bisozzi, dedita alla sperimentazione quella di Tomat.

Sebbene la prima traccia, Bacterium Scienze, suoni morbida, l’elettronica frammentata e le cascate di beat alla SPIME.IM (altro progetto di Tomat) disorientano rispetto al resto dell’album che suona arioso e avvolgente come eseguito da un’orchestra.

Ascoltando Itala Film il passaggio dall’elettronica alla neoclassica è netto: gli archi pizzicati, le note gravi del violoncello in un continuo crescendo di dinamiche si rincorrono per tutta la suite, disegnando trame complesse e raffinate. In Piano Microcinematografie il piano ricama con delicatezza ed eleganza un paesaggio livido e malinconico.Il duo ci delizia con la pomposità di Sui Misteri Della Vita E Della Morte – Pt.1, una sontuosa traccia affidata ai fiati, un climax di tensione emotiva che lascia spazio ad una parte finale ambient che man mano si svuota dei suoni. Non mancano momenti estatici come EnsMaglignitatis, un crescendo di suggestioni elettriche, un suono ambient contemplativo e rilassante, che cresce, viene modulato, giocando con le frequenze e mandato in loop. Con La Favilla ci ricongiungiamo alla traccia di apertura: l’elettronica la fa da padrona, il suono si divide e sembra arrivarci da ogni direzione.

Un album piuttosto impegnativo, un compagno ideale per le immagini di Pastrone!; bello in diversi modi e in momenti diversi, avvincente per tutta la sua durata, esplora le infinite possibilità espressive tra il mondo digitale e quello acustico.




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