L’estremismo sonoro dei The Touchables

The Noise Is Rest, pubblicato il 27 agosto 2019 dalla norvegese Conradsound, è il primo lavoro discografico dei The Touchables, ambizioso progetto del compositore e violinista Ole-Henrik Moe e del bassista e compositore Guro Skumsnes Moe.

I Touchables hanno iniziato il loro percorso come un’orchestra da camera per esplorare le combinazioni degli strumenti che Moe e Skumsnes Moe sentivano di poter collocare in registri musicali piuttosto estremi.

I due musicisti portano dalle loro esperienze vari pezzetti che andranno a contribuire alla costruzione di un complesso mosaico di suoni, a volte arditi e difficili da comprendere, che fanno parte delle otto tracce di questo lavoro. Otto tracce che suonano a tratti come un unico spigoloso drone, frutto di basse frequenze al limite della tonalità.

Questo lavoro apparentemente senza regole nasce proprio da alcune domande che i due si sono posti: queste “regole di ascolto” implicano altri organi di senso oltre all’orecchio? Forse i meccanismi più primitivi e basati sull’istinto nel nostro sistema nervoso reagiranno a questo piuttosto che alla musica suonata nel registro “ordinario”?

Ed è così che tracce come Nothing in Between provano a rispondere a questi quesiti, il suono non è solo un suono, è percepito come uno stato. Una presenza della profondità che prende le sembianze di feedback, fischi, rivelando quindi quello che in sostanza sembra un rumore ma che in apparenza è tutt’altro.

In Barking Beetle Boogie il violino di Moe viene suonato come fosse un flauto, cambiando registro, lo strumento tira fuori tutta la sua tensione espressiva. All’ascolto di questa traccia il nostro cervello la percepisce come rumore, necessita di ripetuti ascolti prima che ci si possa abituare a questi suoni che vanno al di fuori delle solite melodie.

Peace Ghost al primo ascolto appare come un drone atmosferico, in realtà la traccia è suonata con gli archi così dissonanti da travestirsi in un lungo lamento del vento.

Tra le più accessibili Unicorn Stocking gioca con la tensione delle corde degli strumenti, tirandole e portandole al massimo della tensione per ottenere un suono stridulo e “fastidioso”.

L’intento dei The Touchables di andare a smuovere un organo diverso dall’orecchio con questo lavoro è riuscito a pieno, colpendo in primis la mente umana e la percezione dei suoni che si possono avere ascoltando il loro lavoro.




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