News from Planet Zombie: i Notwist alle prese con l’indie
Avevamo lasciato i Notwist con l’altalenante Vertigo Days (2021), probabilmente il loro lavoro più (neo)psichedelico, fra le tante contaminazioni che da sempre hanno arricchito una delle proposte più importanti nell’ambito dell’indietronica, concepita dal gruppo tedesco nel senso più ampio e meno restrittivo del genere.
Li ritroviamo, oggi, in una veste quasi inedita nel nuovo News from Planet Zombie, in uscita il 13 marzo 2026 per Morr Music. Se il tema è tristemente contemporaneo, un mondo ormai sull’orlo del collasso e sempre più vicino a un baratro senza fondo, musicalmente i Nostri sembrano aver stranamente accantonato quell’indietronica prima accennata in favore di un approccio da gruppo indie rock. Prendiamo, ad esempio, X-Ray: c’è tutto, nei riff, nel ritornello e nella sezione ritmica della canzone indie rock degli ultimi vent’anni; o la delicatezza della traccia d’apertura, Teeth, che resta ancora indie sì, ma pop, avvolta in cori e chitarre che fanno pensare ai Vampire Weekend.
Intendiamoci: tutti suoni a cui siamo stati già abituati anche in seno alla stessa discografia dei Notwist nel corso di una carriera ormai ultra-trentennale, ma mai così in primo piano, almeno nei tempi più recenti; soprattutto quando, com’è lecito aspettarsi dai Notwist, anche il concetto di “indie” assume sfumature inedite alla maggior parte dei loro colleghi.
Inevitabile, dunque, la comparsa di sorprese inaspettate: Red Sun, cover di Neil Young, è una ballata romantica (ma non melensa) arricchita da clarinetto e trombone, mentre Snow prende i suoi echi orientali dal taishōgoto, strumento a corda giapponese, contribuendo all’aspetto ipnotico del brano, spazzato via dal riff della successiva Silver Lines. Nel finale spazio ad un’altra cover: How the Story Ends dei Lovers è l’occasione per concentrare in pochi minuti tutte le intuizioni presentate, piazzando insieme una chitarra di memoria jangle in un contesto d’intimità folk pop.
Anche in News from Planet Zombie non tutti i brani escono col buco, ma rispetto al precedente Vertigo Days è la maggior imprevedibilità a fare la differenza. I Notwist firmano un disco di canzoni, con alcune fra le migliori della loro produzione recente a bilanciare qualche passo falso. Un nuovo percorso nella loro produzione o un unicum?
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
