Vertigo Days: le vertigini di Hitchcock rivisitate dai Notwist

Fra le tante caratteristiche che accompagnano i Notwist da ormai circa trent’anni, la prolificità non è mai stata fra queste. Sembrerebbe quasi paradossale, visto l’ampio ventaglio di termini utilizzabili per descrivere la loro musica e considerando anche una vena creativa mai doma, come testimonia l’ampio numero di progetti paralleli intrattenuti nel corso degli anni dai tedeschi.

Eppure, la riflessività, presente eccome nel sound dei Notwsit, è una prerogativa ancora più evidente, addirittura “urgente” nella sua ricerca del momento adatto. Infatti, se è vero che c’è un periodo preciso per tutto, i Nostri sembrano aver fatto tesoro di questa lezione soprattutto dopo il 2002, quando Neon Golden rivoluzionò per sempre la musica del nuovo millennio, dando un fascino inedito e assoluto all’indietronica.

Da quel momento solo due album, The Devil, You + Me (2008) e Close to the Glass (2014), segno della volontà di non calcare sulla fama improvvisa, ma di mantenere un profilo distaccato e dedito solo alla ricerca ed al lavoro.

Un percorso che continua, e cambia ancora pelle, con Vertigo Days, in uscita il 29 gennaio 2021 per Morr Music, che si presenta sin dal primo ascolto come il lavoro più eclettico dei Notwist da tanti anni a questa parte.

Che sia nella bipolarità di Into Love / Stars, prima dolce cantilena e poi nevrosi dal sapore industrial, o nel kraut artistico di Exit Strategy to Myself, è evidente sin dalle prime battute quanto il gruppo tedesco abbia tracciato coordinate differenti dai lavori precedenti, condizione per certi versi necessaria dopo tanti anni d’attesa.

Un’importanza rilevante è quella contenuta nelle collaborazioni, che trovano il picco in Into the Ice Age ft. Angel Bat Dawid: il clarinetto dà al brano un’aria jazz, complice della carica emotiva oscura e soffusa che permea l’atmosfera.

Menzione necessaria per Night’s Too Dark, fra i pezzi più toccanti del lotto, merito di un sapiente gioco di suoni sotterranei e melodie avvolgenti.

Nel calderone Vertigo Days pescare a caso non è una scelta sicura, e nonostante la varietà che passa di traccia in traccia, non tutti escono pienamente riusciti. Allo stesso tempo, però, i momenti migliori sono in maggioranza rispetto a quelli deboli e colpisce la quantità (e la qualità) delle intuizioni presenti nell’album.

I Notwist probabilmente non riusciranno più a replicare le vette di Neon Golden, ma ciò non sminuisce un lavoro tanto ordinato quanto variegato come Vertigo Days.

Un lieto ritorno.




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