Suoni pulsanti e tensioni cupe per i Sure

In uscita il 20 marzo 2020 per Weyrd Son Records, 20 Years è il nuovo disco del trio Sure, un florilegio di canzoni, nove per circa quaranta minuti di musica. Una raccolta di sonorità post punk dove esplosioni sonore spettrali date dalle chitarre serrate e tensioni cupe ma colorate (così, tra l’altro, sono stati definiti questi suoni così suggestivi e assai gradevoli da ascoltare) prevalgono sul resto.

Gli Sure (Nicolas Di Vincenzo, Gregory Hoepffner, Michael Szpiner) sono di nazionalità francese ma il loro sound può tranquillamente essere definito internazionale, dal momento che affonda le proprie radici soprattutto in certo punk (meglio: new wave) di matrice newyorkese in auge negli anni compresi tra i tardi Settanta e il primo lustro degli Ottanta.

Il loro modo di fare musica viene definito alternative/indie e in concreto e al di là di sterili classificazioni appare la risultante di un lavoro di stratificazione e rielaborazione sonora che oltre alla new wave degli anni migliori annovera tendenze musicali che vengono mitigate da atmosfere dance piuttosto ritmate, genericamente rock, pop ed elettroniche.

20 Years è un album di discreta fattura che mette in rilievo le buone capacità di intesa esistenti tra i tre francesi, la voce dai toni cupi del cantante, peraltro straordinariamente connaturata allo specifico genere suonato dalla band, la capacità degli Sure di ricreare, rinnovandole nel contempo e perpetuandole, atmosfere musicali che già conoscevamo e che anzi abbiamo amato a lungo, molti anni fa.

Queste canzoni piaceranno molto all’odierna pletora dei seguaci del rock ma anche ai nostalgici di certi gruppi (pensiamo ai Cars, ai Suicide, Television, e cosi via) che hanno contribuito ad arricchire la grande storia del rock.




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