Le infinite possibilità della chitarra

Le abilità soliste del chitarrista norvegese Stein Urheim racchiuse in un album di fingertyle. Pubblicato il 30 agosto da Hubro, Simple Pieces & Paper Cut-outs è il seguito di Utopian Tales uscito nel 2017. Ancora una volta esce allo scoperto l’amore per la chitarra slide e il blues da parte del musicista di Bergen.

“L’idea principale per l’album era di voler fare una registrazione di chitarra acustica senza sovraincisioni”, afferma Stein Urheim. “È tutto suonato su una particolare chitarra acustica, con tutte le sue possibilità e limitazioni sonore. È una chitarra fatta a mano, costruita sulla base di un modello della jazz Selmer degli anni ’30, e ha una certa fascia media che pensavo funzionasse bene per queste melodie”.

Già dalla prima traccia Slow Reader si preannuncia un album allettante e dall’atmosfera sognante. La propensione alle accordature aperte dell’artista conferiscono al lavoro un suono arioso che verte tutto sulla tecnica del picking, come si evince da Brazilian Breeze.

Melodie lineari sono accompagnante da una buona tecnica, non manca la componente emotiva molto più presente di  futili virtuosismi, Urheim è un chitarrista che ama far venir fuori tutta la parte essenziale dello strumento, senza manierismi inutili.

La semplicità vince e convince, tracce come Bells, Kongens Sorger e BlaÌŠvals ne sono la prova con il norvegese intento a mischiare jazz, blues e folk nelle sue piccole perle melodiche.

Sirkel è l’unica traccia dell’album che supera i cinque minuti: affascinanti armonie e suoni caldi sono partoriti dall’estro chitarristico di Urheim.

Leggendo la tracklist di Simple Pieces & Paper Cut-outs, ben 13 tracce, potevamo immaginare di trovarci davanti ad un lavoro lungo, borioso e dalla difficile fruibilità e invece l’album è totalmente l’opposto: leggero, dal facile ascolto e con un minutaggio per traccia che non va oltre i tre minuti, ciò porta a non far pesare una tracklist abbastanza lunga.