I Retina.it mettono in discussione le percezioni dell’ascolto
I Retina.it sono tornati con un nuovo Ep che sfida le convenzioni e mette in discussione le percezioni dell’ascolto.
Questa prima puntata di una serie di pubblicazioni digitali segna il debutto dell’etichetta personale Circle of Perseverance e si presenta come un viaggio nel cuore di un sistema instabile, un circuito reattivo costruito in gran parte attorno a un sintetizzatore modulare autocostruito.
A un anno dall’uscita di Amabilis Insania, con Circle of Perseverance Lino Monaco e Nicola Buono ci coinvolgono in un’esperienza sonora che si muove tra minimalismo, derive kraut, ambient e frammenti di IDM, dove la ripetizione diventa una lenta esplorazione, un ciclo che si piega, si riformula e continua a cambiare.
Questa nuova musica è un’onda in continua evoluzione, un invito a immergersi, a perdersi e a scoprire nuovi dettagli ad ogni ascolto. Un’opera che non si limita a ripetere, ma si reinventa ad ogni passaggio, spingendo l’ascoltatore oltre i confini della percezione.
Entrando nel merito delle tracce, Ellipse si configura come un labirinto sonoro in cui la decostruzione e l’articolazione complessa sono le vere prerogative. La prima traccia si presenta come un tessuto di suoni stratificati, dove l’arpeggiatore e il synth dialogano in un algido abbraccio ricamato di frammenti, sviluppandosi in un gioco frastagliato di rimandi autechriani, un intreccio che guida l’ascolto in un viaggio intricato e affascinante.
Attraverso la title track, il duo campano ci guida in un universo post-industriale, dove i pezzi di un puzzle frammentato si incastrano in maniera regolare, creando pattern ossessivi che catturano l’attenzione. È un brano incalzante e lineare, che si dipana come un viaggio inquieto tra linee di basso vibranti e sintetizzatori che sussurrano inquietudini oscure. Un’esperienza sonora che avvolge e scuote, spingendo l’ascoltatore in un mondo distante, disturbato e affascinante, dove la distruzione e la ricostruzione si mescolano in un vortice di emozioni.
The Wedge si presenta come una traccia dall’immediata presa mentale, un gioco di pattern sincopati che si intrecciano con maestria, lasciando emergere una melodia avvolgente e irresistibile. La composizione si incastra alla perfezione con l’andatura saltellante della produzione, creando un equilibrio dinamico tra ritmo e armonia, tra energia e introspezione. È un pezzo che cattura l’ascoltatore fin dal primo istante, guidandolo in un viaggio sonoro fatto di incastri precisi e melodie che si depositano come un sussurro nella memoria.
Ancora una volta, i Retina.it dimostrano di saper creare un’opera complessa e articolata, senza mai perdere di vista la semplicità e la chiarezza che rendono accessibile anche il primo ascolto. È un progetto che, pur spingendo i confini dell’esperienza sonora, riesce a coinvolgere immediatamente, riuscendo a svelare nuovi dettagli ad ogni passaggio senza mai risultare troppo ostico o distante. Un lavoro che conferma la capacità del duo di unire profondità e immediatezza in modo naturale e coinvolgente.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
