Club Atletico Voces y Gritos: quando l’orrore diventa suono collettivo
Siamo abituati a pensare alla musica di Petrolio come a un oscuro rituale alchemico composto da droni, suoni post-industriali, abissi ambient. Ma nel caleidoscopio sonoro del musicista piemontese c’è di più, come testimonia il nuovo Club Atletico Voces y Gritos, in uscita il 12 giugno 2026 per Subsound Records.
Cinque brani per cinque collaborazioni, la dimensione collettiva del disco è richiamata sin dal tragico titolo, quel Club Atletico che nell’Argentina della dittatura fra anni ’70 e ’90 era uno dei tanti centri di detenzione clandestini. Se in quel caso la collettività era lo specchio di un orrore, fra corpi ammassati, esecuzioni sommarie e un popolo dall’identità soppressa, oggi Petrolio si circonda di colleghi per ricordare quella terribile pagina di storia, sfoggiando, brano dopo brano, diversi elementi sonori provenienti dal suo background.
A questo proposito basta prendere i primi due pezzi. 2403 con Pallas Athene sta a metà fra trip hop e dream pop, con echi talmente lynchiani che non sarebbe impensabile sentirla live al Roadhouse; segue Y Nadie Queria Saber, che al contrario, complice la struggente interpretazione di Alos, lascia da parte le atmosfere eteree in favore di una visceralità di memoria industriale.
Pierpaolo Capovilla contribuisce al sogno lucido di La Picana, un delirio a metà fra un crooner e Damo Suzuki su un tappeto di drone/noise, mentre Julinko fa in modo che El Silencio sia il brano-gemello, ma ancora più psichedelico, dell’apertura 2403. Chiude Strangled Cry, una messa che Bestial Mouths rende a metà fra un rito sciamanico nei boschi e una liturgia neoclassica da ascoltare in una cattedrale gotica allo scoccare della mezzanotte.
Club Atletico Voces y Gritos è uno dei dischi più ambiziosi di Petrolio, che dimostra di essere a suo agio anche in contesti allargati. Come ogni suo concept emergono tematiche importanti, mai banalizzate, ma soprattutto a uscire fuori è un’idea sonora sviscerata in cinque forme differenti, evitando qualsiasi genere di appiattimento.
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
