Large Dub: i Mellow Mood incontrano Paolo Baldini DubFiles

È uscito il 30 novembre per La Tempesta Dub la dub version di Large dei Mellow Mood (uscito nell’Aprile del 2018), curata dal loro produttore Paolo Baldini.

Il dub, che possiamo definire come l’archetipo del remix, trova in Baldini il suo massimo esponente in Italia. Se King Tubby in Giamaica ha inventato questa musica alla fine degli anni 60 e 70, così DubFiles in Italia l’ha fatta arrivare al grande pubblico. Un po’ come un Re Mida: tutto quello che produce fa diventare di successo.

Lo stesso che ha lanciato i fratelli Garzia con Move! e che ha collaborato anche con Jovanotti e con i Tre Allegri Ragazzi Morti, solo per citarne alcuni, chiude il cerchio firmando le 12 dub versions dal sapore autentico.

Già dietro ai controlli durante i live dei MM, il dubmaster ha dovuto semplicemente racchiudere su disco quello che fa normalmente ad un concerto della formazione di Pordenone. Le tracce nelle mani di Paolo scorrono separate sui canali del mixer e vengono orchestrate durante un’unica take dall’inizio alla fine in modo puramente analogico, senza ricorrere a sovraincisioni o programmazione al computer.

DubFiles si caratterizza, quindi, per la sua forte impronta “live & direct” e si rivela un profondo conoscitore di Space Echo e Delay.

Tuff Rocky Dub mantiene l’anima originale di Tuff Rocky Road, Baldini semplicemente la colora e ne risalta le parti cantate accentuando il lavoro del basso. Dub of a War è un vero e proprio omaggio ai padri del Dub, da King Tubby a Lee “Scratch” Perry passando per Augustus Pablo. L’armonica suonata da Filippo Buresta (già compagno di avventura con Paolo nei B.R. Stylers e ora tastierista dei Mellow Mood) diventa un elemento chiave del brano. Large Dub diventa attraverso il dub di Baldini corposa e spessa, con quel basso che risuona prepotente nelle casse. C’è spazio anche per momenti più fresh e sperimentali come Dup Up a Sound, l’originale String Up a Sound viene completamente stravolta, il risultato è qualcosa che lascia a bocca aperta.

Baldini il dub lo tiene tatuato sulle sue mani, la sua impronta si sente ed è diventato un marchio di fabbrica indelebile.

Impreziosisce l’album la cover,  opera del collage artist statunitense Dewey Saunders (Chronixx, Anderson.Paak) che aveva già realizzato la cover di Large.