Il ballo travolgente di One Horse Band

Who said that horses can’t play?

One Horse Band è una one man band milanese nata nel 2015 dopo una notte di passione tra una donna  e un cavallo ubriaco che galoppa letteralmente sul rock’n’roll, sul garage rock e sui palchi in cui, in questi anni, ha dimostrato di coinvolgere maledettamente tutti. Il 10 maggio 2019 è uscito il nuovo lavoro in studio dal titolo Keep On Dancing, per l’etichetta Area Pirata Records e distribuito da Goodfellas.

Who said that horses can’t paly? Appunto, chi ha detto che i cavalli non possono suonare? Nessuno e sicuramente non io, anche perché quando il disco di One Horse Band inizia, è difficile pensare qualsiasi cosa. Mi spiego meglio: si viene letteralmente trascinati in un punk poco morbido che ti urla un po’ in testa, cosa che in questa sede si apprezza molto.

Registrato in presa diretta, Keep On Dancing si accende su All I Need, un pezzo violento, selvaggio, sincero, per poi continuare su quest’onda rock potente e maleducata con pezzi di grande energia come Johnny’s e Keep On Dancing, brano che da il nome al disco, nel quale la band si impegna intensamente a tenere alta l’attenzione e il batticuore, con un sezione ritmica martellante e molto persuasiva! Le battute finali sono affidate al suono arrabbiato di Not Human Anymore e a quella che sembra, solo apparentemente, una chiusa più delicata, meno sonora e più ‘semplice’. Toglietevelo dalla testa, I’m Coming Home si apre all’improvviso e lascia, nuovamente, all’ascoltatore poco da fare, se non farsi rapire dalla voce roca e sinuosa, dal quel pezzo di blues macchiato di rock sul quale questo album si va a riposare.

Keep On Dancing va assaporato, sicuramente, dal vivo, in macchina mentre si corre verso qualcosa di assurdo (come quella notte d’amore tra una donna e un cavallo ubriaco!!) o nel preciso istante in cui si sta commettendo un errore. Non concede attese, né temperature banali, c’è solo fuoco e una libertà a tutto rock’n’roll!