Suz si apre alla contaminazione con Obsqure

Dall’incontro tra il produttore tunisino Youssef Labidi (precedentemente noto come Ucef) e la cantautrice italiana Susanna La Polla De Giovanni aka Suz prende vita Crossroads.

L’album è uscito l’otto febbraio 2019 per l’etichetta berlinese SPRINGSTOFF e si compone di otto nuove tracce prodotte da Obsqure nel suo homestudio, mixate e masterizzate da Justin Bennett allo Studio 23 (Bologna).

Se con i dischi precedenti eravamo abituati all’elettronica e al trip hop, con Crossroads Suz dà spazio all’incrocio tra musica occidentale, orientale e andalusa grazie alle produzioni di Labidi.

I due artisti ci conducono in un viaggio tra Oriente e Occidente attraverso le melodie e le scale andaluse di Obsqure e la voce calda e cristallina di Suz.

Profumo di Oriente già dalla prima traccia, Open Flame, con la quale i due ci consigliano di galleggiare e di mantenere viva la purezza del cuore alimentando il fuoco interiore. Un iniziale raga indiano si apre ai bassi potenti e ai ritmi drum and bass. Suz danza con la sua voce sinuosa, ascoltarla è un vero e proprio nutrimento per l’anima.

Elegante, raffinata, Land of the Free è una malinconica preghiera per i richiedenti asilo, per coloro che cercano la “terra perfetta” per cominciare una nuova vita. I fiati e le melodie vocali la rendono accattivante, con un basso lento e seducente che conduce i giochi.

A Passage to Tunisia è una strumentale accattivante che strizza l’occhio ai Massive Attack di Mezzanine, in cui il trip hop si colora con gli strumenti tipici delle rive del Mediterraneo.

Un incantevole pianoforte e field recordings introducono The Repair, traccia orchestrale con tanto di archi a renderla maestosa. Ma è la voce di Susanna la vera padrona, sempre impeccabile, pulita, tiene insieme le due anime della traccia: quella elettronica e quella neoclassica. Un vivace break beat ci spinge a ballare sulle note di un piano arabo.

Come un fiume tra rapide e acque calme, l’album scorre veloce e senza soste. Giungiamo così a Chaos Oasis, la seconda strumentale del disco, una fonte energetica, una traccia mistica e meditativa che chiude il cerchio.

Crossroads non è un semplice album, è un incontro tra due culture diverse che dialogano attraverso la musica, citando Michel Houellebecq «Dobbiamo / Possiamo sviluppare un atteggiamento di non-resistenza al mondo. Non dobbiamo assomigliare a colui che cerca di piegare il mondo ai suoi desideri».

Lasciamoci guidare dalla musica alla scoperta di nuove culture.




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