L’atteso ritorno dei Massimo Volume a Napoli.

Mercoledì 18 dicembre 2019 è la data di un importante ritorno: i Massimo Volume si ripresentano a Napoli dopo circa sette anni in concerto alla Casa della Musica, per merito degli organizzatori Rockalvi.

L’occasione è quella del tour Il Nuotatore, ultimo album del gruppo, uscito nello scorso febbraio. Dopo aver girato lo Stivale nei teatri in primavera, la formazione nata a Bologna ha deciso di portare la propria musica nei migliori club d’Italia.

La trepidante attesa si spezza intorno alle 21:45, quando salgono sul palco gli EPO in apertura. La band presenta l’ultimo album Enea, e per oltre venti minuti sfoggia le qualità che li ha portati nel corso degli anni ad imporsi come uno dei gruppi più importanti della scena napoletana.

Sono le 22:30 quando salgono sul palco i Massimo Volume. In formazione, oltre al nucleo storico composto da Mimì Clementi (voce e basso), Egle Sommacal (chitarra) e Vittoria Burattini (batteria), c’è Sara Ardizzoni alla seconda chitarra.

Apre il concerto Ronald, Tomas e io, tratta dal primo album Stanze, in occasione dell’attesa ristampa dopo essere diventato oggetto di culto fra gli amanti del gruppo. La doppietta successiva spara subito due cartucce essenziali: il riff nevrotico di Fausto, dedicata a Fausto Rossi, suona come un vero e proprio inno quando si incastra con il mantra “Scuoti i tuoi angeli drogati, Fausto!”, ma con Le nostre ore contate l’atmosfera si rilassa e addolcisce, complice il testo dal forte impatto emotivo.

La parte centrale della scaletta è dedicata interamente a Il Nuotatore. Dal dramma di Una voce a Orlando alla “rimpatriata” di L’ultima notte al mondo, passando per la passeggiata con Nietzsche immaginata da Clementi in Fred: tutti i pezzi nuovi risultano con il tempo sempre più convincenti, aiutati da un’ottima resa live.

Un aneddoto raccontato da Clementi, un vinile di Stanze mandato ad un locale di Napoli con la speranza, poi vana, di suonarci, apre l’ultima parte della scaletta, interamente dedicata al primo album. Per l’occasione il gruppo mette in mostra una vena noise e schizofrenica, che appare immutata, nonostante gli anni: dalla chitarra di Egle Sommacal escono riff taglienti ed angolari, Vittoria Burattini, oltre a prestare la voce in Un sapore, tutto qui, si conferma un metronomo preciso ed impeccabile, il basso di Clementi fa da protagonista in più momenti.

Il gruppo lascia momentaneamente il palco dopo il crescendo noise/post rock di Vedute dallo spazio e Ororo, per poi tornare per il bis. Litio, pur essendo un pezzo del 2010, è la continuazione più vicina alla prima natura del gruppo, mentre con Il primo Dio si alza sul pubblico un momento di unione fra musica e letteratura, l’ennesimo della serata: la voce sembra essere quella di Emanuel Carnevali nel corpo di Clementi. Fuoco Fatuo chiude la serata.

I Massimo Volume in occasione del tour nei club ripescano una scaletta inedita, più rumorosa e adatta al contesto rispetto ai teatri. L’ennesima scelta corretta di un gruppo che non ha mai fatto passi falsi nella sua carriera e che continua ad offrire un live di qualità, da cui è impossibile uscirne delusi.

Lunga vita ai Massimo Volume, con la speranza di non dover aspettare altri sette anni per vederli da queste parti.

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