Due il contrario di uno

Il 5 giugno 2020 è uscito per l’etichetta Where To Now? Records Oehoe, l’ultimo album di  del musicista, artista del suono e graphic designer olandese Rutger Zuydervelt aka Machinefabriek, prodotto in collaborazione con la violinista Anne Bakker.

Ad eccezione di alcune lezioni di piano e chitarra quando era giovane, Zuydervelt non ha studiato musica, è uno sperimentatore elettronico estremamente talentuoso e prolifico, mentre Anne è un’artista solista di formazione classica, una violinista professionista, compositrice e cantautrice olandese, attiva in una vasta gamma di generi musicali e che collabora con diverse band e gruppi: è la cantante principale della band elettronica olandese Quibus, ha fatto tournée in Brasile, Europa, Israele e Dubai (come trio acustico con l’ex cantante degli Iron Maiden Blaze Bayley e Thomas Zwijsen, e nel 2020 sarà inoltre in tournée mondiale come parte della band della cantante / pianista danese Agnes Obel.)

Il disco nasce dalla classica scrittura per violino e viola sulla quale il duo inserisce le improvvisazioni vocali di Anne, per realizzare una fluente mescolanza sonora, sapiente di tradizione ma seminata di sperimentazione e curiosità, anche stravagante, in questo disco carico di intento profondamente commovente e giocosamente dissonante.

Ricco di intonazioni ed effetti emotivi generati dalla polifonia classica l’album si compone di 10 tracce, in equilibrio tra tradizione ed elettronica, l’ascoltatore viene accompagnato in un mondo che si muove senza soluzione di continuità, tra uno stato di contentezza armoniosa e/o una calma molto oscura, a momenti di vivace estasi, e in profondità fino ad una meditativa ombrosa atmosfera.

Ipnotico e fosco l’inizio di Introductie, il contenuto medievale muta in spirito giocoso, talvolta scarno eppure poetico, la porzione di sogno si muove anche attorno a Harrewar con il suo moto ricercato onomatopeico cordale, ovunque la voce di Anne si stempera sulla melodia e ne fa parte integrante, quasi struttura; molto coinvolgente il girovagare armonico che cede il passo allo studio speculare tra voce e corda fino al teso e poi discorsivo Schim, distanze nebulose e cosmiche annunciano lugubri e tormentati violini fino all’epilogo, Oehoe III, che è sognante, necessario, e bellissimo infine.




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