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Lumiere: artista sorprendente ed emozionante

Magia contemporanea

Lumiere è un artista ateniese di musica contemporanea che piaccia la musica classica la musica ambient il pop e la musica orchestrale, il tutto è fuso in un’unica grande magia, un solo esperimento che conduce, attraverso se stessi, ad una vera e propria scoperta del suono.

Phases è il suo album in uscita il 18 settembre 2020 grazie al quale Lumiere prova a scappare dalla quotidianità, creando così uno spazio nuovo qualcosa in cui tutti i generi e tutti gli elementi minimalisti moderni elettronici classici possono combinarsi.

Spesso si parla di come riuscire a definire esattamente la post-classical music e rimane questo un grande interrogativo. In un mondo digitale diventa tutto più semplice, se possiamo definirlo e riuscire a ricercarlo.

Ma cosa succede, se invece c’è bisogno di fare una ricerca più approfondita, trasversale che incontra diversi spunti di riflessione? Ecco, questo è quello che bisogna compiere per essere pronti ad ascoltare un disco come Phases,  che ci stupisce ad ogni angolo.

Lupus, Pt. A è il brano di apertura. Un inizio soffuso, un fiato di mozartiana memoria, due minuti accompagnati poi da una voce registrata stranamente seducente. Doppler, secondo brano del disco chiaramente caratterizzato dalla ripetizione, un sobbalzo continuo attraverso lo stesso range di note che però non stanca, anzi, immobilizza ancora di più. Al solo piano è affidato Meta, dolcissimo, molto classico rispetto a quelli finora presenti nel disco, che si lascia può stordire totalmente da Acrophobia che al ‘classico’ aggiunge decisamente qualcosa in più.

Sconvolgente la presenza di un Reichstag che dall’elettronica pungente riesce ad emulare davvero ciò a cui rimanda il titolo, la paura. la disciplina, l’impossibilità di sfuggire a un destino già scritto, la confusione, il senso di smarrimento e ,alla fine, il vuoto. Lupus Pt. B chiude il discorso iniziato nella parte precedente, con una certa eleganza e un’orchestra insistente e bellissima. La chiusura del disco è affidata a Neapolis un pezzo sublime in cui, chiara forte ed eterna, si apre una voce lirica, che ci fa perdere in questo vortice creato da Lumiere.

Come culla della civiltà la Grecia s’impone, ancora, come una fonte inesauribile per noi stessi e per tutte le nostre culture. E anche per questo è bellissimo, oltre che interessante, riuscire ad ascoltare in Phases di Lumiere tutta una serie di influenze di magie, di influssi musicali e non provenienti da tanti luoghi, eppure forse dallo stesso angolo di mondo.




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