Àmor: dieci anni di attesa, nessun compromesso

Sono passati dieci anni dal doppio Sentimentale Jugend, un disco che sembrava aver portato lo shoegaze dei Klimt 1918 verso picchi di inedita maturità compositiva. Una lunga attesa che inevitabilmente alza le aspettative per Àmor, in uscita il 12 giugno 2026 per Prophecy, anche solo per capire dove ci eravamo lasciati e come può essere cambiata la proposta musicale di uno dei pochi gruppi italiani capaci di andare oltre i nostri confini.

L’alternative rock di Dopoguerra (2005) è un miraggio già da un po’, ma in questo omaggio alla loro città (Amor = Roma), è evidente quanto nell’etichetta shoegaze ci sia un mondo più ampio, una serie di influenze che lo stesso Marco Soellner ha sempre rivendicato. Costruzioni post-rock, entrate a gamba tesa nel metal, lo stesso shoegaze inteso tanto nella sua versione più eterea quanto in quella aggressiva con muri di suono a tutto volume.

E quindi, dieci anni dopo, si riparte semplicemente dai lidi sicuri, quelli che non cambiano mai anche in un mondo completamente stravolto. Le chitarre che minuto dopo minuto coprono la delicatezza di Dream Core, il dinamismo post rock/metal di Nihil Vitra, il sassofono che irrompe nel vortice di Eros, la vena indie/alternative mai sopita come testimonia Un été invincible. C’è spazio per tutto il vademecum klimtiano in un susseguirsi di pezzi che alternano saliscendi, ricami melodici e wall of sound anche nella seconda parte del disco, il cui apice è rappresentato probabilmente dalla doppietta Petricore / Aftersun.

In circa un’ora di musica Àmor mostra un gruppo in totale consapevolezza dei propri mezzi, la conferma che i Klimt 1918 hanno raggiunto una serenità compositiva invidiabile. Hanno una loro sonorità e la portano avanti con convinzione, al netto del tempo e dei cambiamenti. E pazienza se non tutte le undici ciambelle escono col buco; in un mondo frenetico in cui tutti cercano il contrario di tutto pur di mostrare fantomatiche evoluzioni musicali, la coerenza di un gruppo del genere va premiata: chi è in mala fede ci vedrà sempre il compitino, per tutti gli altri un gradito ritorno.



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