Il viaggio nello spazio di Jeff Mills
Nel mondo del clubbing è soprannominato l’Alieno, ma la sua passione per lo spazio va ben oltre i nomignoli. Jeff Mills è uno che fermo proprio non riesce a stare e anche oggi, ultrasessantenne, continua a coniugare la passione per i dj set dal vivo con una produzione in studio che va oltre quella Detroit techno che lui stesso ha contribuito a creare e successivamente a plasmare. E se dal vivo si è sempre contraddistinto per set tutt’altro che banali, i suoi dischi allargano ulteriormente i confini, indagando tutto ciò che l’elettronica ha da offrire.
Sperimentazioni, progressive electronic, space ambient, tutto ciò che può contribuire a creare un immaginario ben delineato e, soprattutto, a esplorare nuovi lidi sonori fa al suo caso. Già in tempi recenti lo spazio, inteso come concept, è stato battuto dal Nostro, come nel recente The Trip: Enter the Black Hole (2024).
Una specie di ossessione che si tramuta, oggi, in The Trip to Vega, in uscita il 19 giugno 2026 per Axis Records. Il pretesto è quello di un viaggio immaginario in direzione del pianeta Vega, a venticinque anni luce di distanza dalla Terra. Undici brani scandiscono le tappe di questa traversata a metà fra la dimensione onirica dell’impresa in sé e la dimensione corporea implicita nell’idea di uno spostamento così assurdo e importante.
La resa sonora, manco a dirlo, è un caleidoscopio senza etichette che tocca praticamente di tutto. Se, in apertura, Destination Bright Star vive di ritmi stralunati, Ten Cycles sembra comprimere la techno in un incubo carpenteriano. Ma non c’è spazio per riposare, sia nel viaggio sia in disco: manco il tempo di rifiatare con i suoni sintetici di Omega Dust Rings e arriva Lyra a coniugare sci-fi e IDM in un sogno allucinogeno privo di qualsiasi barriera.
L’atmosfera cambia in base al momento del viaggio, affrontando pericoli o momenti di stasi, come quando sembra galleggiare nel tempo in Twenty-Five Light Years Away o viceversa nei momenti più inquieti che preannunciano “incontri ravvicinati del terzo tipo” (Alpha Quadrant).
Che The Trip to Vega non sia un disco rivoluzionario anche all’interno della carriera recente di Jeff Mills è un dato di fatto, ma se lo dovessimo immaginare alle prese con un album che descriva la sua visione, tanto concettuale quanto sonora, di un viaggio nello spazio verso un pianeta ignoto, il risultato sarebbe effettivamente questo disco. Il suo modo di concepire l’elettronica, le sue idee nella stesura, nella composizione e nell’espressione del suono stesso ci sono tutte e tanto basta. Ad avercene.
Classe ’99, laureato in Lettere moderne e alla magistrale di Filologia moderna alla Federico II di Napoli.
La musica e il cinema le passioni di una vita, dalla nascita interista per passione e sofferenza.
