Spirituality and Distortion: la tradizione araba e barocca nella musica di Igorrr

Tre anni fa Gautier Serre, meglio noto come Igorrr, pubblicava Savage Sinusoid, un album in cui il suo tipico sound Breakcore si sposava, in modo quasi totalmente inedito rispetto ai quattro lavori precedenti, con l’Avant-garde metal, la musica sperimentale, la tradizione barocca e il folk balcano. Non degli elementi completamente nuovi nella sua discografia, ma mai erano stati tanto presenti, a tal punto da influenzare in maniera così decisa il suo stile.

Oggi l’artista francese sembra voler proseguire quella strada e Spirituality and Distortion, in uscita il 27 marzo 2020 per Metal Blade Records, ne è la conferma. Sin dal primo ascolto, infatti, è evidente quanto la componente Avant-garde metal sia preponderante (oltre alle solite sonorità Breakcore), ma gli elementi di novità sono altri: il gusto barocco, il cybergrind e soprattutto la musica orientale tradizionale.

Non sorprende, quindi, che il primo pezzo, Downgrade Desert, abbia un’esotica intro di Oud, cordofono siriano privo di tastatura, incastrata alla perfezione con la violenza del pezzo. La successiva Nervous Waltz mette in mostra violini, violoncello e clavicembalo, legati ancora a violenti riff metal e a dei momenti finali puramente Breakcore.

Il sapore mediorientale di Camel Dancefloor è fra i momenti migliori del lotto, così come la presenza di George Fisher (Cannibal Corpse) arricchisce inevitabilmente il Death metal in salsa 8-bit di Parpaing. La lunga Himalaya Massive Ritual è probabilmente il picco; sitar, chitarra acustica, violini, una voce angelica, percussioni orientali: tutto quadra alla perfezione nell’esperimento più riuscito del compositore francese.

Spicca il kanun, strumento a 78 corde della tradizione tipica araba, in Overweight Poesy, così come l’influenza del Bel Paese in Paranoid Bulldozer Italiano, complice la presenza del clavicembalo napoletano.

Complessivamente, Spirituality and Distortion conferma la capacità di Igorrr di spaziare fra un’enorme quantità di influenze per poi convertirle abilmente nel suo stile. L’album risente di una durata un po’ eccessiva (quasi un’ora) e non tutti i 14 esperimenti riescono bene, ma nella sua interezza rimane un buon lavoro, ricco di spunti decisamente riusciti.

Per quanto non sia un album accessibile a tutti, Spirituality and Distortion è un album eclettico ed istrionico, nel senso più disturbato del termine. E pazienza se non viene voglia di riascoltarlo subito: non è questo che si cerca da Igorrr.




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