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Haythem Mahbouli firma la colonna sonora all’estinzione dell’umanità

Il compositore, polistrumentista e sound designer tunisino Haythem Mahbouli descrive il fallimento dell’umanità attraverso otto seducenti composizioni di musica classica contemporanea che vanno a comporre il suo secondo album, Last Man On Earth.

Pubblicato da Schole Records il 2 dicembre 2022, Last Man On Earth ci catapulta in un futuro ostile, un racconto visionario in cui l’umanità stessa rischia l’estinzione: Mahbouli immagina l’ultimo viaggio dell’uomo sul nostro pianeta natale e invita i suoi ascoltatori a immergersi nella sua ultima straziante conquista.

Mahbouli ha lavorato con la Budapest Scoring Orchestra ottenendo otto brani ariosi, incentrati su un gioco di luci e ombre creando un accompagnamento vivido e avvincente.

In apertura The chosen ones presenta un maestoso tratto sonoro orchestrale coadiuvato da uno spettrale campione vocale, un brano di stampo post-classico con poche parti ripetute di pianoforte e archi e alcuni trattamenti elettronici scoppiettanti.

A seguire Farewell to earth è meno sperimentale della prima traccia, ma dal forte impatto emozionale. Con la melodia degli archi che funge da contrappunto con i droni di fondo e le note fluttuanti del pianoforte, la composizione è un mare in tempesta caratterizzato dalle ondate diafane degli strumenti ad arco.

Flashback è il momento più pacato e rilassante del disco: emergono avvolgenti e calde armonie ottenute dal dialogo tra il piano, che scandisce lo scorrere del tempo con le sue note sospese, e il tappeto di archi posto in secondo piano per esaltare la delicatezza dello strumento principale.

In chiusura la title track segna gli ultimi giorni dell’unico uomo sopravvissuto sulla Terra. È malato, è senza fiato, ma coglie un ultimo messaggio per il futuro, se ce n’è uno. Le sue parole sono le ultime mai pronunciate.

Diversamente da Catching Moments in Time nel quale il pianoforte era il vero protagonista, in Last Man on Earth non c’è davvero uno strumento principale ma l’album si presenta come il lavoro di un ensemble pronto a consacrare il tunisino tra i compositori di modern classical.



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