Tra suono e ricerca elementale: il trio Gri/Gutman/Mosconi in Uncoded Wind Below The Waves

Uncoded Wind Below The Waves, uscito il 13 dicembre 2019 per Midira Records (in 200 copie a tiratura limitata), prende vita dalla collaborazione di tre fecondi musicisti nel panorama: Francis M. Gri, polistrumentista e sound designer a cui si deve attribuire il lavoro di mastering (ex All My Faith Lost e conosciuto negli anni con lo pseudonimo di Apart); David Gutman, chitarrista noto anche per importanti progetti paralleli come Drawing Virtual Gardens e Tropic Of Coldness; Federico Mosconi, musicista eclettico con formazione accademica in chitarra e composizione multimediale, proveniente da svariati lavori solisti.

Il disco trae origine dalle campionature di due notti di tempesta nei pressi dell’isola di Creta, sviluppate sullo studio delle estensioni dei venti che funzionano da vere e proprie impalcature sonore a cui il trio addiziona paesaggi dilatati e metafisici. Uncoded Wind Below The Waves è il frutto di architetture ibride in cui le registrazioni delle onde naturali incontrano quelle artificiali degli strumenti fisici, tra chitarre eteree e sintetizzatori massivi.

Quattro tracce che evocano la tempesta, ma sviluppate in una forma immaginifica in cui i sensi dell’ascoltatore trovano riparo e tepore dalla violenza elementale. La natura e l’uomo concertano come in un’orchestra, spaziando dalle sfumature di genere ambient elettronico a quelle drone/post rock. Dai primi minuti di Grecale, le distensioni atmosferiche si alternano ad aperture chitarristiche dai riverberi eterei. I venti spirano sui tappeti infinitesimali dei synth, come onde che si infrangono sulle coste di paesaggi sonori sconfinati; le tracce seguono un percorso climaticamente mutevole e con esso si adatta il suono. Infatti, in Scirocco le campionature ambientali prevalgono sulle chitarre cristalline, inserite con incastro matematico, fino a quando la tempesta sfoga la sua drammaticità, in un limbo sensoriale dal pathos spettrale. In Libeccio lo strumento fisico torna ad avere il suo spazio tra riverberi profondi, pianoforti editati, sintetizzatori cinematografici e noise chitarristico in coda. Infine, in Maestrale si ritorna al pathos nebuloso e opprimente del principio, in un quadro sonoro astratto, denso di campionature pluviali, liquidità elettroniche e richiami strumentali occulti, che sfumano sul finale.

Uncoded Wind Below The Waves è un disco di immersione sensoriale, che utilizza alternative sonore ibride pur non scostandosi troppo dai consueti canoni della musica ambient. Una comfort area dalla cadenza ipnotica e ciclica in cui l’ascoltatore trova rifugio.