Obreel, manifesto ambient per Pepo Galán, Joachim Spieth e Markus Guentner
Nel cuore pulsante della musica ambient, si apre un nuovo orizzonte sonoro: OBREEL.
Un progetto che nasce dall’incontro di tre artisti distinti ma complementari—Pepo Galán, Joachim Spieth e Markus Guentner—che, attraverso un dialogo incentrato su ricche trame, delicata fragilità e chiarezza architettonica, danno vita a un album di rara profondità meditativa.
Un viaggio sonoro in cui silenzi evocativi e dettagli minimali si intrecciano in un’architettura sonora che invita all’ascolto profondo e alla riflessione. Un’opera che sfida il tempo e lo spazio, lasciando spazio all’emozione, alla memoria e alla contemplazione, offrendo a chi ascolta un’esperienza intensa e luminosa, fatta di micro-ritmiche intricatamente tessute e atmosfere fluttuanti.
Pubblicato da Affin, Obreel è un’immersione nell’essenza stessa della quiete e dell’introspezione, un invito a perdersi e ritrovarsi in un mondo sonoro ricco di sfumature e risonanze emozionali.
In apertura Velthra è un’interpretazione del suono ambient a dir poco evocativa: un flusso sonoro ipnotico, dove droni e linee di synth emergono lentamente, creando un’atmosfera avvolgente e sospesa. Le note rarefatte si susseguono in un lento crescendo, trasportando l’ascoltatore in un viaggio sonoro di pura introspezione e contemplazione, come se il suono stesso respirasse e si dissolvesse nell’aria.
Orrison, invece, crea un affascinante equilibrio tra la purezza delle note di pianoforte e i droni rarefatti che si librano sopra le texture sonore. Le sue composizioni offrono sempre melodie calde e avvolgenti, tessendo un arazzo sonoro stratificato che si espande dolcemente nello spazio, regalando un’esperienza immersiva e ipnotica.
Avvolto da una calma avvolgente, Phantom Bloom nasce dall’intreccio tra le note sospese di un pianoforte e un crescendo di synth stratificati. Con maestria, il brano gioca con leggere modulazioni e timbri morbidi, creando un’atmosfera intima e toccante. Il risultato è una produzione che cattura l’ascoltatore in un’ondata di suoni rilassanti, scivolando lentamente in un flusso sonoro meditativo e avvolgente.
In definitiva, Obreel si configura come un manifesto dell’ambient, frutto dell’incontro tra Pepo Galán, Joachim Spieth e Markus Guentner. La sua struttura sottile e raffinata premia un ascolto attento, rivelando un universo sonoro che si sviluppa con gradualità e profondità, invitando a un viaggio di contemplazione e scoperta interiore. Un’opera che stimola l’emozione e la riflessione, offrendo un’esperienza sonora avvolgente e luminosa, fatta di sfumature che si svelano lentamente ma con intensità permanente.
Nato a Caserta nel 1989, innamorato folle della musica, dell’arte e del basket. Nel lontano 2003 viene letteralmente travolto dal suo primo concerto, quello dei Subsonica, che da quel giorno gli aprirono un mondo nuovo e un nuovo modo di concepire la musica.
Cresciuto col punk e la drum and bass, ama in maniera smoderata l’elettronica, il rock e il cantautorato. Fortemente attratto dal post-rock, dalla musica sperimentale e da quella neoclassica, non si preclude all’ascolto di altri generi definendosi un onnivoro musicale.
