Francesco Perissi XO con ROSSANA rinasce dal dolore

A un anno dall’Ep NDEr – Near Death Experience Reflections, pubblicato da Blame Records, Francesco Perissi XO torna con il suo terzo lavoro discografico: ROSSANA. L’album è un conceptsull’elaborazione del lutto,sviluppato attraverso dieci tracce tra avanguardia, forma-canzone dark pop, IDM e minimalismo.

Il disco, rilasciato il 18 settembre 2020 per Guelfo, l’etichetta personale del musicista fiorentino, nasce come un’ipotetica formula alchemica per l’anima di ciascun individuo, un gioco di contrasti con il quale il produttore, sound designer e polistrumentista toscano fa convivere potenza ed eleganza.

Beauty, il primo dei dieci episodi del disco,è un brano introspettivo che si rapporta con il fascino della figura materna. Un tappeto sonoro di matrice ambient sul quale si poggia la voce di Veronica Chincoli che legge un testo tratto dal libro fotografico The Big Book Of Breast. Un continuo fluttuare di droni e sintesi granulare che vanno a comporre una texture sospesa ed essenziale.

Segue Wordless con la quale entrano in gioco elementi ritmici di natura elettronica cheutilizzati insieme al cantato (la voce ricorda Maynard James Keenan dei Tool) compogono un mantra onirico carico di tensioni pulsanti, generato da due semplici frasi in loop: “Youbelong to me, I have the smell of you”.F**K è un’esplosione di rabbia, un concentrato di suoni cupi e una ritmica martellante. Le chitarre diventano taglienti e rumorose ricordando per certi versi i Nine Inch Nails, mentre spetta alla voce il compito di smorzare i toni di una traccia dall’animo rock.

Con Cancer si affronta la scoperta della malattia di una persona cara. La quinta traccia segue la struttura di una composizione sinfonica: una overture e un primo movimento. Nell’overture le chitarre sono libere di dare sfogo a tutta la loro rabbia, un crescendo di distorsioni e delay prima che si accetti la sofferenza e la mortalità. Nel movimento, infatti,le chitarre mutano e diventano un flusso scandito da una ritmica minimale senza eccessivi sbalzi come se l’autore avesse imparato ad accettare la malattia della persona cara.

Shine diventa così il mezzo per estirpare il dolore, una produzione che nasce da una ritmica metallica alla quale si aggiunge subito una chitarra vorticosa che contribuisce a creare un senso di oppressione. Nella voce morbida va riscontrato l’elemento luminoso e speranzoso del brano. Posta in chiusura, Soul è la strada per la salvezza, ogni risposta va ricercata nel profondo dell’anima. Perissi costruisce una traccia intima, modula la voce e  dà spazio ad ariose armonie che lasciano intravedere la luce. Il finale è tutto in crescendo, ogni elemento si aggiunge alla traccia dando vita ad un’esplosione come atto di liberazione.

Nella sua funzione catartica, ROSSANA riesce a connettere mente e anima. Il dolore dell’assenza diventa così liberazione, la destrutturazione del suono diventa invece un atto di ricostruzione. Se da un lato la potenza sonora tramortisce per annichilire il dolore, dall’altra l’eleganza ne cura le ferite.

Leggi l’intervista a Francesco Perissi XO QUI




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