Un viaggi all’aperto ed in profondità con F o l l o w t h e r i v e r

Sono viaggi all’aperto ed in profondità quelli di F o l l o w t h e r i v e r, progetto musicale genovese nato nel 2014 dalla collaborazione di Filippo Ghiglione ed altri musicisti all’interno del collettivo Unione Giovani Artisti; si percepiscono intimità e gioco in questo nuovo Ep dal titolo blankets & bumblebees, dove le armonie folk si tingono d’elettronica, le novità e punti fermi si mescolano ad arte.

Come i tenui desideri di Nocturnal, spiegati da una vocalità duttile, che si sdoppiano per un’atmosfera quasi corale, a rinforzo di intenzioni romantiche. Sapiente l’uso dell’arpeggiatore, e non solo in questo brano, ma qui se ne gusta l’apertura di vedute armoniche, è l’inizio, nella più nitida delle tradizioni stilistiche, è accoglienza al sogno, si comincia bene.

C’è il bel declamato di Heavy stone, un contrasto piacevole con il sintetizzatore ci racconta la ricerca di complicità e azzardo, il mix è ben riuscito, fa nascere intimità con l’ascoltatore, si viene piacevolmente rapiti, la chitarra interviene per confezionare un’atmosfera di per sé già perfetta.

Con la ballata City of silences si apre poco a poco una serenata, sotto ai nostri orecchi l’arpeggio di chitarra gironzola sulla voce cauta a tratti sussurrata e davvero seducente di Filippo Ghiglione, che come un treno d’altri tempi ci mostra un paesaggio lento e friabile e noi non vogliamo scendere.

Il testo di Among the clouds mostra il divenire di quel viaggio itinerante che sono le emozioni, impegno vocale più spiccato qui, a seguire quello strumentale; l’equilibrio narrativo culmina sul sapore liturgico della timbrica strumentale sul finale, ci racconta forse che l’amore è celebrato prima che vissuto.

Profuma di finale risolto in qualche modo, di ottimismo ma con un pizzico, anzi due, di nostalgia l’ultima Cobblestones, ovvero ciottoli; forse di un’idea, forse di un amore, di un cuore, brano che riassume le voci e gli strumenti acustici e non, è una scrittura che lancia lontano la melodia e abbassa la tensione, ad intendere una riconciliazione, a sottolineare che il viaggio non finisce non smette di insegnare e soprattutto non smette di stupire.

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