Sei un mito Dj Vale!

Valentino Crovara in arte Dj Vale è uno dei nomi storici delle notti torinesi che ha fatto ballare migliaia e migliaia di persone. Per festeggiare i suoi 30 anni di carriera a Giugno ha pubblicato Groovin’ Connection, un album pieno di ospiti e di bellissime collaborazioni. L’ideatore delle serate “Afrodisiak” ha realizzato un album che va dal nu funk all’electro, dal dub al reggae, facendo incontrare alcuni dei nomi più importanti della scena musicale torinese e nazionale.

Inserisci qui un piccolo cappello per introduttivo nel quale presenti la band e, se necessario, il motivo dell’intervista (uscita nuovo album, esclusive, intervista durante un festival o prima di un live).

Il mito delle notti torinesi, come titolano spesso articoli e riferimento dedicati a te. Come si diventa ciò? E ancora, come ci si sente a essere questo?

Ma no, non credo assolutamente di essere diventato un mito !!! Ho sempre solo messo tanto impegno in ciò che faccio. Leggere articoli che mi definiscono tale, non può che farmi piacere, (anche se mi creano un po’ d’imbarazzo), essere apprezzato gratifica il lavoro che svolgo da molti anni in console. Ma no, mito sarebbe veramente troppo 😉

Per i tuoi trent’anni di carriera hai deciso di festeggiare con il disco Groovin’ Connection, disco in cui hai coinvolto circa venti musicisti che ti hanno accompagnato nel tempo. Una scelta saggia, oltre che chiaramente opportuna, con chi altri si festeggia se non con gli amici? Come è nata quest’idea e quindi l’album?

L’idea nasce dal fatto che, spesso, nelle serate sono accompagnato da musicisti, con i quali creo dei live set,  con me in console (con giradischi o cd) e loro agli strumenti. Infatti nei brani contenuti nell’album, c’è appunto la connessione tra le macchine, usate dal dj, e lo strumento suonato dal musicista. Le esperienze nei locali, sui palchi, con questi “amici musicisti” hanno poi preso la forma di un disco, impreziosito e arricchito umanamente e artisticamente dalla loro presenza.

Come e quanto è cambiato, durante tutti questi anni di musica, il tuo modo di esprimerti? Sei pienamente soddisfatto della tua crescita e del risultato o credi di poter scoprire ancora tanto altro e altri innumerevoli modi di fare musica?

 In sostanza , il modo di esprimermi non è cambiato, rimango nel mio ambito, continuo ad ascoltare e proporre al pubblico la Black Music in tutte le sue sfumature. C’e’ il Funk, l’Afrobeat, il Reggae, la World Music. Amo scoprire anche nuovi gruppi e produzioni di dj che hanno affinità con i miei gusti musicali. Ascolto moltissima musica, sono molto curioso ed attento a ciò che offre il panorama musicale internazionale. Direi che sono soddisfatto della mia crescita, è stato proprio il fatto di non fermarmi mai ad un solo modo di fare musica che mi ha portato a collaborare in diversi progetti come Funky Goodness con Dj Ciaffo, Vena Funk con Dj Igor Fk e Dj Tony Negro, Vibez A Gwaan con Bunna, Afrodisiak con Vito Miccolis e J. Carlos Calderin alle percussioni. Per quel che mi riguarda, c’è sempre qualcosa di nuovo e stimolante da scoprire in questo lavoro e credo ci sarà sempre.

Groovin’ Connection arriva nel momento giusto. Celebrativo e coinvolgente, è un disco che rispetta il passato, si è evoluto e riemerge diverso, nonostante ci sia chiaramente la tua impronta. Partendo da questa considerazione, quanto è difficile riuscire a cambiare, musicalmente parlando, ed evitare di diventare troppo riconoscibile, quasi ripetitivo? Lo chiediamo a te, perché sei riuscito a non esserlo!

Come dicevo prima, il fatto di ascoltare molta musica, ti consente di scoprire nuovi orizzonti e diverse sonorità, ma soprattutto di sperimentare, cosa per me fondamentale. In questo modo è meno difficile trovare l’ispirazione per creare qualcosa di nuovo. Sono molto soddisfatto del risultato ottenuto e convinto del fatto che dobbiamo tirare fuori la nostra creatività senza la paura che il risultato possa non piacere agli altri.

Possiamo tranquillamente definirti un DJ old school, ben consci del fatto che ne apprezzerai i riferimenti alla bravura e all’esperienza. Come pensi sia cambiato, durante questi tuoi anni di lavoro, la figura del Dj? Cosa apprezzi e cosa critichi?

Grazie per i complimenti !!! Preferisco decisamente la figura del dj di una volta che arrivava nel locale dove doveva mettere musica, saliva in console e faceva il lavoro per il quale era pagato: il dj !!! Apprezzo chi ci mette nelle condizioni di lavorare con serietà e professionalità. Critico il fatto che oggi, sempre più spesso, ci si trova in situazioni che poco hanno a che fare con la musica e con il lavoro del dj. Fortunatamente non è sempre così. C’è ancora il pubblico che viene ad ascoltare  il tuo set perchè apprezza lo stile, il gusto musicale e i missaggi.

Torino è una città musicalmente in evoluzione, che spesso appare molto più all’avanguardia di altri centri musicali elettronici e non. Com’è il rapporto con questa città? E quanto ha influito e influisce sulla tua musica?

Ottimo rapporto, a Torino ho creato e portato avanti per 25 anni una serata chiamata “Afrodisiak” che mi ha permesso di farmi conoscere dal pubblico della mia città. Eravamo quasi alla fine degli anni ’80, nelle mie serate passavo da tempo gli Africa Unite, poi arrivarono i Persiana Jones, Fratelli di Soledad, Tribà, Mau Mau, e a metà anni ’90,  i Bluebeaters, i Subsonica, e altri ancora, tutti gruppi torinesi che presero posto nel panorama musicale italiano. Questo per dire che Torino ha sempre influito e influisce tuttora positivamente sul mio modo di lavorare, mi ha sempre trasmesso delle belle emozioni, offerto molto materiale per le mie serate e molti spazi dove  proporlo. Ha sempre avuto una grande reputazione, musicalmente parlando, per molti artisti ed è sempre stato un luogo ambito per presentare uno spettacolo, uno show.
L’unico appunto che mi sento di fare è che, purtroppo attualmente, le cose sono cambiate, è sempre più difficile trovare a Torino degli spazi dove poter organizzare delle serate o degli eventi, speriamo che le cose migliorino in futuro.

A quando la prossima ‘festa’ firmata DJ Vale? Ancora immerso nei postumi dell’ultimo party?

Il 12 Ottobre 2019 allo Spazio 211 a Torino faremo il Release Party di Groovin’ Connection, ci saranno quasi tutti gli Artisti presenti nell’album, più un paio di ospiti a sorpresa che rivelerò qualche giorno prima della festa. Ci sono in programma anche altri appuntamenti che mi vedono impegnato con Vena Funk e Claudio Coccoluto,  con Funky Goodness, un appuntamento reggae con Bunna e altre date in arrivo per chiudere quest’ anno impegnativo ma artisticamente molto gratificante.

Leggi la recensione dell’album Groovin’ Connection QUI