Imparare dalla musica con i Deproducers

I Deproducers giungono al terzo album, DNA (le cellule, l’infinitamente piccolo…), pubblicato il 5 aprile 2019 per AL-KEMI records / Ala Bianca.

Dopo Planetario (le stelle, l’infinito…) e Botanica (la terra sulla quale viviamo), Vittorio Cosma, Riccardo Sinigallia, Gianni Maroccolo e Max Casacci hanno deciso di spiegare i meccanismi delle cellule.

I quattro sono affiancati dalla voce narrante di Eugenio Finardi e Tullio de Piscopo alla batteria su Abiogenesi e Storia Compatta della Vita.

Otto tracce per raccontare l’origine e la storia della vita, gli elementi e i meccanismi alla base del processo di evoluzione, la malattia intesa come ‘guasto’ del processo, lo studio dei meccanismi in funzione della cura e il progresso della conoscenza per il miglioramento della condizione umana.

Testo e musica camminano di pari passo in DNA: le parole si affiancano ai suoni per insinuarsi tra i sensi di chi ascolta.

Ad aprire l’album ci pensa la strumentale Abiogenesi, nove minuti tra post rock e musica per colonne sonore con tutte le caratteriste del sound dei Deproducers: le texture elettroniche, i sintetizzatori stratificati, particelle ambient che vanno a colorare il tutto, non mancano poi le chitarre che danno carattere alla traccia.

Con Storia compatta della vita entrano in gioco le parole, qui inizia il viaggio con i quattro produttori con il racconto della storia che accomuna ogni essere umano, dalla formazione delle prime cellule alla comparsa dell’HOMO sapiens, fino alle nuove conquiste della genetica.

Musicalmente parlando il sound dei quattro è la somma delle singole esperienze di Casacci, Cosma, Maroccolo e Sinigallia, senza che uno prevalga mai sull’altro ma evidenziando le caratteristiche di ogni singolo elemento. Le incursioni classiche al piano di Vittorio, le chitarre blues di Max, il basso di Gianni e la sua visione d’insieme e il sound romano di Riccardo che ha fatto scuola in Italia si amalgamano perfettamente.

Nella parte finale del disco con Cancro e Serendipità si sottolinea il valore della ricerca scientifica come strumento fondamentale contro il cancro e metafora del processo di miglioramento di se stessi attraverso la conoscenza.

DNA, così come gli album precedenti dei Deproducers, ha una valenza didattica, potrebbero tranquillamente entrare nelle scuole per avvicinare i giovani alle materie scientifiche. DNA è un progetto a 360 gradi, non si ferma alla semplice musica, progetti simili non se ne ascoltano nel panorama musicale italiano e forse anche estero.

Leggi l’intervista a Vittorio Cosma dei Deproducers QUI