Crush of Souls: il rumoroso trip electro-gothic rock!

Sembra proprio un trip finito male, con delle premesse assolutamente fuori categoria! L’Ep di Crush of Souls, Bad Trip, introdotto dal singolo Pain & Ecstasy uscito il 3 luglio, è stato pubblicato il 31 luglio 2020 per la Third Coming Records

Un lavoro assolutamente imparagonabile al circondario, dalle multiformi sonorità, senza circoscrizioni volte a limitare una propria introspezione.

La miscelanza fa pensare, in apparenza, ad un non-luogo musicale, una sintesi sperimentale frutto di jam session e spunti eterogenei. D’altronde parliamo della mente di Charles Rowell (Crocodiles, Flowers of Evil, Issue).

Dopo essersi trasferito da New York in Francia, Charles ha spinto e trasformato il progetto verso il suo stato finale nel corso degli ultimi anni. Rowell ha infine trovato la sua ispirazione per Crush of Souls in un hotel nel nord-est di Parigi, a breve distanza dalla stazione di La e Espace B, lasciandosi trascinare dal contesto e dalla scena cittadina, innestando la sua creatività in un terreno già di per sé fertile.

La mente, trasportata dall’ascolto, riconduce ad un corridoio con plurime porte. C’è tanta elettronica ma dal sapore tipicamente punk (riuscite ad immaginare quel fuzz sintetizzato dei bassi un po’ gothic anni ’70?), e, udite udite, al free jazz (gli interventi di tromba e pianoforte mi fanno pensare ai sobborghi di Marsiglia più malfamati).

I beat sono notevolmente ovattati, le linee di basso si mixano sapientemente a riff stridenti di chitarra. Non mancano decine di effetti sonori, dagli alien agli echoes. I ritagli più ‘classici’ sono piuttosto intimi, in assoli di tromba su arpeggi gravi di pianoforte.

Sei pezzi quasi esclusivamente strumentali, con sporadici interventi vocali parlati, come nella spigolosa e cacofonica Dog Bitten Cross.

Il pezzo più ‘normie’ (ed è alquanto difficile utilizzare questo aggettivo) è l’omonima Bad Trip, un concentrato di death rock con un flow piuttosto scream!

Tanta è la Confusion sotto il cielo, e un pezzo del genere non può far altro che stemperare il portentoso melting pot messo in atto dal Rowell. Un ritmo pedante accompagnerà tutto il pezzo, tra pause sintetizzate e vocals eventuali. La coda si trasformerà poi in una sorta di conduttura finale prettamente da dance hall.

Un rumoroso Ep d’oltralpe che meriterebbe di essere ascoltato in lungo ed in largo!




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