La psichedelia rock di Black Snake Moan di un album da Phantasmagoria

Black Snake Moan alias Marco Contestabile ha 26 anni ed ha già collezionato centinaia di date in Italia ed in Europa, portando il suo one-man-show all’Eurosonic Noorderslag fino al MIL di Lisbona, al Mama di Parigi allo Sziget e ai nostrani Siren, Indiegeno, Apolide e moltissimi altri.

La musica di BSM è un intreccio psichedelico-indù, in cui ritrovare il chakra da un lato e perdere il senno dall’altro. Un enorme portato musicale entusiasmante e da ascoltare con interesse acuto, in un vissuto musicale che disegna sinergicamente la psichedelia dei Black Angels e il rock lisergico dei Doors.

Phantasmagoria, il nuovo album uscito il 25 ottobre 2019 per La Tempesta International / Teen Sound Records / Freecom è seriamente un mantra sonoro in cui luce e ombra si incontrano in un flusso di coscienza onirico e desertico capace di cullare e di trasportare lontano, in un etereo stato di sospensione.

Al primo ascolto ero già stracotta dell’espressività vocale di Marco, idonea a far risvegliar qualsiasi cammeo di Jim Morrison, per via della sua voce profonda e ben impostata, che scava a fondo senza alcuno sforzo.

Gli strumenti utilizzati spaziano dall’Europa all’Usa, all’Asia con maestria, sul palco come su disco, si incontrano il sitar, la tampura, le chitarre a dodici corde, gli ipnotici tappeti sonori dei synth e la batteria, in un sound tanto peculiare quanto straordinario di blues e storner.

Ascoltare i nove pezzi fantasmagorici è come attraversare delle lande, sorvolando monti, laghi e folle, con leggerezza e voglia assoluta di libertà.

La cartina tornasole del sound viene affidato al pezzo omonimo, che prosegue con disinvoltura nel suo ricamo indiano-nord americano, con tanto di rallentamento sull’arpeggio della chitarra in modalità orientaleggiante.

Coral è un inno strategico al Sitar, tra echi e culle vocali, e, nel giro di un minuto, e come ritrovarsi all’interno di una piazza armena.

Se ancora non lo si è fatto, non posso che eleggere questo disco come la rivelazione dell’anno, per la profonda capacità combinatoria strumentale, l’originalità espressiva e la capacità di saper fare tutto da solo in una formula one-man-band notevole!

Ed ora, ascoltatelo, subito!