Alessandro Martinelli è ancora Alex Mine?

Il pianista delle licenze poetiche

La scelta più sbagliata che possiamo compiere è quella di pensare di non poterci riscattare o emancipare da ciò che siamo stati fino al momento in cui abbiamo deciso di cambiare. Dopo un anno difficile e tormentato come questo, tutti noi abbiamo iniziato a riflettere e a guardarci dentro con maggiore intensità.

Questa è una premessa necessaria e sufficiente per presentare un artista, tale Alessandro Martinelli, musicista torinese parte del mondo della musica da molti anni, ma che credo sia giusto appunto presentare, come se fosse la prima volta.

Martinelli, infatti, ha una nuova vita nella musica. Il pianista delle licenze poetiche, ha risposto per anni al nome di Alex Mine, conosciuto in tutto il mondo della techno. Sì, ho scritto techno dopo pianista… e allora?

Chi sta leggendo questa recensione potrebbe credere che non esista un filo tra la techno e la musica neoclassica, eppure la capacità straordinaria di Alessandro Martinelli sta proprio nel demolire queste convinzioni. Dall’isolamento forzato, al quale siamo stati costretti, il musicista torinese ha trovato  un’ancora di salvezza, quel pianoforte rappresenta un nuovo modo di comunicare attraverso quattordici  brani per raccontare il suo Past And Present.

in uscita il 26 febbraio 2021 per la Memory Recordings, Past And Present rappresenta la capacità di creare quel ponte tra passato e presente, tutto parte della stessa persona. Ogni pezzo è molto intenso, a partire da INTROVISION – Inception, passando per EMPTY CITY – Loneliness di grande verve strumentale e poetica. Poetica e sì, perché di base è sempre così quando si ha a che fare con questa musica ‘senza parole’. È davvero affidata completamente all’ascoltatore e io credo abbia una potenza e una forza avvicinabile solo alle cose della natura.

Mi piace che ogni brano abbia una sorta di spiegazione aggiuntiva come ancora DROPS – Identity, un’identità fatta anche di accenni di elettronica che sono per Alessandro Martinelli un omaggio al passato, ma anche una necessaria presenza.

Il tempo sospeso ha consolidato la ricerca e strutturato la sua voglia di esprimersi, come forse mai aveva fatto finora. Past and Present è un disco che attrae non solo a chi ama il pianoforte o appunto la musica neoclassica, ma chiunque abbia voglia di fare un passo in più, di cambiare, di non aver paura di fare qualcosa che sembra essere distante da ciò che, semplicemente, conosce.

Leggi l’intervista ad Alessandro Martinelli QUI




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