La realtà strumentale dei 75 Dollar Bill

I 75 Dollar Bill sono un duo americano composto da Che Chen e Rick Brownbaulk.  Tali sono ritenuti una fra le band più eclettiche ed eccitanti tra quelle che si esibiscono in live act, della scena rock. Solo due anni fa pubblicavano il loro progetto Wood/Metal/Plastic/Pattern/Rhythm/Rock, facendosi ben riconoscere sul piano internazionale.

Il sound dei 75 Dollar Bill è difficilissimo da incasellare in una categoria statica ed univoca: tutt’altro! Il duo mescola con disinibizione e maestria decine di riferimenti musicali, oltre che di spaccati rumorosi che potremmo definire industrial ma che fanno riferimento alla Realtà che vogliono narrare.

I Was Real è il disco che suona un fondo blues tratteggiato da elementi sapienti di musica etnica e folk, rimodificate in studio con distonie e circolarità creative ben più sperimentali.

Tra le tracce fuoriescono texture misteriose e vibranti, degne da concerti orchestrali. In Every Last Coffee or Tea vi è una vivacità e voracità melodica che richiama alla mente i gruppi psycho e prog degli anni ’70; andando avanti nell’ascolto si individua una buona dosa di psichedelia tra l’ipnotico ed il trascendentale. Le due tracce “plus”, l’omonima I was Real e New New II, The Work III, Like Laundry, la prima di 16 minuti, la seconda di quasi 10, racchiudono in sè l’omnicomprensività degli elementi tracciati nel disco.

L’opera magna dei 75 Dollar Bill è una sperimentazione ben più arguta che potremmo descriverla, se proprio dobbiamo dar un nome a qualsiasi cosa ascoltiamo, un mix di arab-rock per via delle increspature orientali composte da campanellini e corde pizzicate, cosmic jazz per un’aura di virtuosismo con basi ‘futuristiche’, desert-blues per la sensazione di ritrovarsi in un viaggio sabbioso e malinconico, come in un vecchio film western.

Una duo che sa cosa vuol dire far musica, anche se, a maggior ragione, sono esclusivamente strumentali.

Va da se che…They are, they was, they will… real!