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The Sunken Nest: immagini e musica nel nuovo album di 1 Mile North

Ci sono dischi che pur non essendo colonne sonore sembrano pensati e costruiti appositamente per richiamare immagini. Giocano sull’occhio dell’ascoltatore, sulla percezione visiva di tutto ciò che esce dagli strumenti, legati ad una dimensione che pare extra-musicale.

Album come The Sunken Nest, in uscita il 13 dicembre 2022 per Mutual Skies, ultima fatica di 1 Mile North, alter ego dietro al quale il polistrumentista Jon Hills si cela da oltre vent’anni, proponendo da sempre un post-rock d’alto impatto cinematografico.

Pur avendo cavalcato l’onda del post-rock di inizio millennio, il Nostro è stato in grado di proporre un suono personale e riconoscibile, valorizzando proprio quell’aspetto immaginifico che, pur essendo già presente nel genere in sé, nella musica di 1 Mile North è sviscerato in modo particolarmente coerente ed efficace.

E a questo punto giunge in aiuto proprio la sua ultima fatica: sette brani intrecciati fra loro come tasselli, episodi di un film di formazione. Così agli echi lontani dell’apertura di Pluge Forth seguono prima l’organicità elettronica di Into Muted Depths e poi, soprattutto, il climax Where Light Collapses Into Night, il punto più alto di questa triade e probabilmente anche dell’intero album.

Già dai primi pezzi è quindi possibile tracciare le coordinate di 1 Mile North: nomi post-rock inevitabili come i Mogwai, evocati ad ogni passaggio repentino da quiete a tempesta e viceversa, il minimalismo à la Philip Glass, una fascinazione per l’ambient e il drone (qualcuno ha detto Stars of the Lid?).

Su queste tracce prosegue e si evolve The Sunken Nest, che mostra sempre in primo piano la sua natura atmosferica (Exhale and Sink) e continua ad evocare una carrellata di immagini fuse ai ricordi: ci sono quelli di un passato ormai irraggiungibile nella malinconia di Find Rest, ma anche lo sguardo al futuro nella delicatezza di Your Sunken Nest.

Il nuovo album di 1 Mile North evidenzia la sicurezza dei mezzi di Hills, che crea suoni partendo da immagini e storie. Non completamente a fuoco come i suoi primi lavori, The Sunken Nest però si distingue per una maturità raramente mostrata con così tanta compattezza.



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