Zu, una pioggia di ferro siderale

In uno dei locali più vibranti e oscuri d’Italia, dove il rock, la dark e la new wave si uniscono in un abbraccio selvaggio, il Lizard, gli Zu hanno scatenato un uragano di suono e passione.

La leggendaria formazione italiana è tornata con un’uscita che promette di scuotere le fondamenta: Ferrum Sidereum. Un monolite di potenza inarrestabile, un crogiolo di materia incendiaria e ferrosa, forgiata nei laboratori degli alchimisti più illuminati.

Massimo Pupillo e Luca T. Mai, accompagnati da Paolo Mongardi dietro le pelli, creano un’onda magmatica di suono imponente, denso come il ferro fuso. Un viaggio attraverso le viscere più profonde del rumore, un’esperienza sonora che si staglia come un monolite, potente e inesorabile.

Nel corso di questa coinvolgente performance di 90 minuti, il trio ha presentato con impeto le tracce del loro nuovo album, delineando un sound caratterizzato da texture ruvide e groove imprevedibili. La loro musica attinge con audacia dall’avant-garde, dal progressive e dal math rock, creando un universo sonoro ricco di contrasti e sperimentazioni. Le texture di synth e sassofono si amalgamano in modo così armonioso con la sezione ritmica da risultare indistinguibili l’una dall’altra, generando un flusso continuo e ipnotico. Pupillo, con la sua maestria, sprigiona una violenza travolgente ad ogni colpo di basso, conferendo all’intera performance un’energia deflagrante e senza compromessi. Il risultato è un concerto potente, capace di coinvolgere e sorprendere.

Ascoltando dal vivo brani come Kether o Hymn of the Pearl, si ha la sensazione che il nuovo album degli Zu sia stato pensato proprio per essere eseguito in concerto, con la libertà di allungare e improvvisare le tracce a piacimento. Luca T Mai si affida frequentemente al synth, creando tappeti ambient che donano ariosità alle composizioni e, in alcuni momenti, le rendono più accessibili e meno cerebrali, facilitando un coinvolgimento immediato. Mongardi si distingue per un modo di suonare impattante, con un ritmo trascinante e mutevole che rende la performance incredibilmente dinamica e coinvolgente. Il basso di Massimo Pupillo, infine, è mixato con cura maniacale: ogni passaggio e ogni riff ricevono l’attenzione che meritano, contribuendo a creare una base solida e al tempo stesso vibrante, capace di sostenere e impreziosire l’intera esibizione dal vivo.

Il concerto degli Zu si conferma ancora una volta come un’eccezionale dimostrazione della loro straordinaria maestria strumentale. Tra frammenti ritmici irregolari, controtempi imprevedibili e continui stop’n’go, la band trascina il pubblico in un’esperienza sonora intensa e coinvolgente. A ciò si aggiungono intro squisitamente progressive e motivi analogici, creando un equilibrio perfetto tra complessità e raffinatezza. Questo live si è rivelato un vero e proprio trionfo di creatività, confermando gli Zu come una delle realtà più innovative e stimolanti del panorama musicale contemporaneo.

Photo credit: Antonio Di Vaio

Leggi la recensione dell’album Ferrum Sidereum QUI


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