I Wires & Lights suonano come una voragine

Berlino è sempre stata e, per quanto ci è dato sapere e immaginare, sempre sarà, una delle capitali europee della musica. Classica, Rock, elettronica, ce n’è per tutti i gusti, nella capitale tedesca. Di Berlino sono anche i Wires & Lights, in uscita il 13 settembre per Oblivion con il loro album di debutto, A Chasm Here And Now.

Album quanto mai curato e ben suonato, A Chasm Here And Now (frase il cui significato suona come “una voragine qui e ora”) rinverdisce nel migliore dei modi i fasti di certa musica britannica in voga alcuni decenni fa con dieci brani tirati (il totale dei minuti di ascolto si aggira intorno ai quaranta), pieni di energia, il più delle volte cupi e malinconici, corposi e in massima parte omogenei tra loro quanto ad andamento, sonorità e indole. Justin Stephens (voce e chitarre), Ralp Hunefeld  (chitarra e synth), Gabriel Brero (Basso), Sebastian Hilgetag (batteria), sono i fautori di una musica di spessore, essenzialmente chitarristica e con il basso elettrico che spesso fa da  metallico protagonista.

Le voci, che ripropongono la tradizione del dark di marca anglosassone, sembrano arrivare dal più profondo della terra e la malinconia dei vari brani si sposa perfettamente con le foto invernali di copertina, oltre che con quelle altrettanto buie e spettrali che arricchiscono il libretto interno dei testi. Buono il lavoro della supervisione artistica curata da Justin Stephens, frontman del gruppo e autore delle musiche e dei testi; il cantante e musicista tedesco mostra di avere le idee molto chiare circa la direzione che deve prendere il sound dei  Wires & lights.

In conclusione non un disco rivoluzionario, non un disco “di rottura” particolarmente originale, ma piuttosto una manciata di canzoni che si fanno ascoltare più che volentieri: brani come Dark, Swimming, Electric e anche altri piaceranno non poco agli amanti del genere suonato dai W&L.