The Wreck e i VvvV, sulle traettorie spaziali della psichedelia

Pubblicato il 25 ottobre per le label Metro Beach e A tant Rever du Roi Records, The Wreck si è dimostrato un disco contaminante e per certi versi inusuale.

I VvvV stravolgono gli stereotipi, suonando i sintetizzatori analogici negli amplificatori per chitarra, come una vera e propria rock band, e producendo musica d’impatto live, pur restando confinati nelle sfaccettature più rotonde dell’electro-pop. Delle vere e proprie chimere da studio che filtrano i più svariati ascolti musicali sotto un unico sound diretto e colorato.

The Wreck è il secondo album per il duo di Bordeaux, registrato in proprio in collaborazione con il produttore Stephan Krieger (Amanita Studio). E’ un lavoro che affonda le sue radici nella spazialità psichedelica, comunicata però in una forma più ibrida, dove organi liturgici e sintetizzatori analogici incontrano drum machine e tappeti synthwave. La natura camaleontica del suono spazia dai paesaggi lisergici krautrock (come nei primi minuti di Mirrors) al synth-pop più rotondo (come in Paradise), dalle reminiscenze techno agli sprazzi industrial e di dance ritmica (Sparkling Neons, per fare un esempio).

Un vero e proprio caleidoscopio di generi musicali, raccontati in un unico personale sound dove la potenza delle partiture strumentali si alterna al cantato pop e leggero. I tepori analogici dei synth anni 80 richiamano sonorizzazioni fantascientifiche, mentre i riverberi cristallini dei cori affondano l’ascoltatore in un viaggio che si divide tra surreale e spirituale. La solennità degli organi incupisce in chiave onirica gli arrangiamenti, offrendo un pattern ottimale ai mulinelli ipnotici degli arpeggiator (come in Angels), mentre le dinamiche scandiscono in maniera pulsante e mai lineare il minutaggio progressivo dei pezzi.

I VvvV, con The Wreck, realizzano egregiamente il perfetto connubio tra revival sperimentale e formato canzone, in conformità con un’idea di ascolto disimpegnato e leggero. Un vero e proprio viaggio temporale retrò, raccontato con le vesti sonore delle nuove generazioni.




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