Un amore che acidifica per i Von Stroheim

Love? Who Gets Love? è il titolo dell’album di debutto per i Von Stroheim uscito lo scorso 5 aprile e pubblicato dalla Uproar For Veneratiton.

Descritti come una variante di una doom band che prende il proprio nome d’arte dal regista austriaco Erich, i Von Stroheim nascono alla fine del 2013 a Bruxelles dove due anni fa hanno anche avuto la possibilità di lavorare su una colonna sonora dal vivo per Impatience, un film d’avanguardia del regista belga Charles Dekeukeleire.

In questo primo album illustrano dal loro punto di vista lo spigoloso concetto dell’amore frammentato, dove tutte le femmes appaiono fatales e quindi inevitabilmente abili nel farsi desiderare al di là di ogni ragionevole limite, questo è il significativo e predominante tema sul quale poggiano la voce del cantante Dominique Van Cappellen-Waldock, la scrittura per chitarra e synth del produttore Raphaël Rastelli e buona parte di ritmica del batterista Christophe Van Cappellen (nel 2018 sostituito da Yannïck DaÏf per completare la stesura dell’album); in questi anni la band è anche stata scelta per aprire performances di altri gruppi come Enablers, Jucifer, OvO, Morkobot, Ronin, Le Singe Blanc e Martin Bisi.

Otto brani sfilano per testimoniare un amore che acidifica: le battute di Moth che acquistano man mano un tratto medievale e la ritmica severa di For A Beautiful Girl per gustare gli accordi massicci corredati di cori supplicanti. La solennità si contrappone alla vocalità libera eppure combacia senza sbavare, gli spunti hard rock nella forma classica spesi molto bene nelle forme acuminate in Spit primeggiano, bel lavoro, bell’impasto.

Il vago tratto arabeggiante e parecchio sinuoso di Cigarette Smoke circuisce e impersona una realtà di sentimenti contraddittori e spezzati; dal bel assolo di batteria nel penultimo brano Red Raw, afro e noir si potrebbe aggiungere, si arriva a Blood Institute che chiude l’album e colloca con la sua modalità Slow and keep waiting style, un tocco di tonalità in sospensione, forse infinita.




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