Epidemic

Un titolo più adatto per i tempi che corrono, difficile immaginarlo. Epidemic di Unruly Girls è in uscita il 21 aprile per Dirty Beach, preannunciato dal singolo She grew up in a shotgun row, scelto come track di apertura. Voglio pensare ad una contaminazione tutta sonora, ad un’epidemia musicale suonata e diffusa dal duo di Benevento, formato da Luca Zotti e Luigi Limongelli, due artisti provenienti da esperienze diverse, rispettivamente Sweet Jane And Claire e Two Opposites, che hanno fatto tesoro del loro passato musicale, per riproporlo rinnovato e fuso in una chiave nuova e mai banale.

Un album di 13 tracce in cui chi ascolta può fare molte esperienze: si sentono e si vedono scenari industrial nei beat accelerati e scuri; c’è l’acidità del punk dal colore post-apocalittico che fa immaginare scenari alla Mad Max; si sente il suono rock psichedelico del deserto, fino ad arrivare a melodie più eteree che vengono dall’Oriente. Si percepiscono, per dirla in generale, l’eleganza dei gusti musicali e una sorta di attitudine malinconica ed ironica insieme.

Dopo il pezzo d’apertura, la seconda traccia Please give me a smile inizia nella più profonda oscurità industrial, addolcita da una melodia di chitarra psycho rock. Il pezzo si apre con un beat cupo, veloce e netto, intervallato da accenni acidi di chitarra; dopo il primo minuto e mezzo il beat si modifica, diventando più complesso. Il pezzo chiude elegante, col ritorno di una melodia più dolce di chitarra. L’uso di un beat scuro e deciso si trova anche in pezzi che quasi strizzano l’occhio a ballate elettroniche, come la sesta traccia No wonder you want me dead, in cui una melodia cantata, che quasi ricorda Lou Reed, si fonde con una ritmica elettro tutta contemporanea, lanciando il pezzo nel futuro.

Tutto è sapientemente orchestrato; in Epidemic trovo quello che avrei voluto ascoltare in questo periodo di reclusione forzata: tutto ciò che serve per ballare da sola ed ascoltare da sola. Nel volto con occhi che non vedono dell’immagine scelta per presentare il disco, c’è forse il consiglio ad un abbandono nella musica, che da sola in questo disco crea un contemporaneo film per immagini, complesso e godibile insieme.




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